Grillo: giornalisti pagati per sputtanarci e vuole riformare Rai e Mediaset

. Politica

Altro che programmini minimale in pochi punti, Grillo punta al banco per rifare un'altra Italia a partire dall'informazione. "I giornalisti - sostiene - sono pagati per sputtanarci". Ed in effetti lui si rivolge e parla (almeno per il momento) solo con quelli stranieri. Parla addirittura per alcuni conduttori Tv di "corruzione". E cosi' lancia una proposta rivoluzionaria: "Voglio una sola rete pubblica e rivedere le concessioni private". Normalmente sono i regimi autoritari quelli che vogliono il controllo delle televisioni, perche' una simile riforma (peraltro inattuabile in un paese come il nostro), servirebbe per cercare di controllare le notizie. Quando nacque la televisione in Italia nel lontano 54, ci fu uno di piu' feroci dibattitti parlamentari, perche' l'allora partito comunista insieme ai repubblicani di La Malfa vedevano l'avvento della televisione quasi come un colpo di stato. Fu un giornalista di Paese sera ad accorgersi della prima antenna a Montemario e da li' inizio' una polemica che fini' in Palamento. Ma alla Camera la Dc vinse la battaglia. E che alla sinistra non piacesse troppo la televisione lo si vede con le emittenti private e con il famoso decreto di Bettino Craxi che negli anni ottant le liberalizzo' (ma anche li' intervenne la magistratura, riuscendo all'inizio a ad ascurare alcuni reti), che di fatto diede via libera al regno di Silvio Berlusconi. Sono i ricorsi storici.

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