Allarme Pdl: rumors da Napoli su richiesta arresto per Berlusconi, e lui "vogliono farmi fare la fine di Craxi"

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Ci sono rumors dalla procura di Napoli per una richiesta di arresto, che sarebbe gia' pronta, per Berlusconi per la vicenda della compravendita di voti (secondo l'accusa avrebbe dato tre milioni di euro a De Gregorio per abbandonare il sostegno al governo Prodi). Voci di corridoio, ma prese in serie considerazione dal Pdl e dallo stesso Cav, che alle infermiere del San Raffaele, dove e' ancora ricoverato per un'uveite (infiammazione agli occhi) ha confidato: "Vogliono farmi fare la fine di Craxi". Poi ha anche parlato di Grillo: "E' cattivo e non ha il senso dell'amicizia. Mi studiero' i suoi discorsi perche' sono come qualli di Hitler". L'ex premier si sente accerchiato. A marzo da' per scontate gia' due condanne: il primo grado del processo Ruby e l'appello dei diritti Tv. Poi c'e' Unipol, dove martedi' scorso e' stato condannato ad un anno. Ma se per la prima seria condanna definitiva che potrebbe portarlo alla decadenza del seggio da parlamentare, alla inibizione dai pubblici uffici ed alla prigione, occorre aspettare la sentenza della Cassazione sul processo dei diritti Tv (probabilmente qualche mese), ancora piu' rapidamente potrebbe svolgersi il redde rationem con la magistratura da Napoli. Sarebbe la chiave per "silenziare" Berlusconi annientandolo anche politicamente. Una richiesta di arresto (invocando il pericolo di fuga ed inquinamento delle prove), che i Pm di Napoli vorreberro inoltrare non appena insediate le nuove Camere in modo che sia la nuova giunta per le autorizzazioni a procedere (dove il Cav sara' in minoranza) a decidere. Un voto, secondo alcuni esponenti del Pdl, che potrebbe essere di fatto il vero voto di fiducia ad un governo Bersani sostenuto da Grillo. Pd e M5S darebbero il via libera all'arresto del Cav formando di fatto una nuova maggioranza, che nascerebbe nell'interesse superiore di eleminare finalmente il Cav. Al quale potrebbero anche magnanimamente essere concessi gli arresti domiciliari, ma con il magistrato di sirveglianza a controllarlo. Certo non potrebbe piu' partecipare a riunioni di partito, intervenire in Tv e tantomeno guidare una prossima possibile campagna elettorale. Piu' che renderlo ineleggile, secondo stretti collaboratori del Cav, lo vogliono ridurre al silenzio. Perche', come ha dimostrato Grillo, si puo' anche fare politica o guidare uno schieramento, fuori dal Parlamento, certo non da dietro le sbarre, siano quelle di una prigione od anche della propria dorata casa.

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