Renzi sfida Bersani: no Camera a M5S, primarie se si vota

. Politica

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi sta in panchina ma continua il riscldamento, pronto ad entrare in campo in qualunque momento. Preferirebbe aspettare ma  la difficile situazione lo porta a a non defilarsi piu' di tanto e quindi da politico di razza lancia la sua sfida a Bersani: niente poltrone a M5S a partire dalla presidenza della Camera, via i soldi ai partiti e primarie del Pd anche se si vota a giugno. Lo aveva gia' anticipato, se dovesse rientrare in corsa per fare un nuovo governo, Renzi non vorrebbe entrare dalla porta di servizio, ma dal portone principale dopo avere vinto prima le primarie e poi nuove elezioni. Per Renzi rimane comunque prioritario il tentativo di Bersani, alle urne si andra' solo se lui non ce la fara'. Poi lancia un allarme: "Ora spero che lo scilipotismo non diventi una caccia al grillino"Intanto Bersani vuole giocarsi l'ultima carta: in azione i pontieri Errani e Puppato per convincere i 5 Stelle. Al via una trattiva alla "luce del sole", mentre nel Pd anche "i giovani turchi", vicini a Bersani e lui stesso, guardano a Renzi: Perche'? Potrebbe guidare un centrosinistra allargato anche a Monti. Ma rimane la posizione di Grillo e difficilmente il sindaco rottamatore correra' il rischio di bruciarsi al posto di Bersani. Meglio aspettare, essere presente, indicare alcuni punti della rotta, ma entrare in campo solo dopo una vittoria.

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