Prodi (simpatico ai 5 Stelle), D'Alema(visto meglio dal Pdl) i favoriti per il Colle

. Politica

Se questa sara' la settimana per la fumata bianca per il nuovo Papa, dopo il 15 aprile si aspettera' un'altra fumata bianca, che sara' ancora piu'difficile della scelta da fare nel Conclave. Pero' anche qui ci sono dei favoriti ed anche qui vale il detto, spesso chi entra Papa ne esce cardinale. Ma le grandi manovre anche se sootterranee sono gia' iniziate ed inevitabilmente coinvolgono tutti gli schieramenti, centrodestra compreso. C'e' anche uno schema che prevede di saltare comunque apriori ogni dialogo con Il Pdl. Potrebbe pero' rivelarsi una mossa rischiosa anche e soprattutto se ci sara' da tornare alle urne. Uno "schema da combattimento", vede favorito quel Romano Prodi, che detesta Berlusconi ed e' l'unico ad averlo battuto per due volte in questo ventennio. Poi c'e' il risentimento, molto tipico dei professori (Prodi e' un intellettuale, un esterno della Dc di sinistra ai tempi di De Mita) per lo "sgambetto" del Cav sulla compravendita di senatori. Prodi che nutriva una profonda antipatia ed avversione anche per Bettino Craxi, sarebbe ben visto, almeno secondo quanto si dice da molti del movimento 5 Stelle. Dovra' vedersela almeno con D'Alema. E non sara' una partita facile, per il discepolo di Togliatti. Troppo giovane per esserne definito l'allievo. E' l'unico nel Pd ad vere cercato di convivere con il Cavaliere, che piu' o meno velatamente, non nasconde le sue simpatie verso di lui. La sua candidatura prenderebbe quota nella prospettiva di un governo di larghe intese. D'Alema che si considera "l'orchidea" della politica, come ha scritto Giancarlo Perna sul Giornale, e' approdato alla formula piu' umile che Giulio Andreotti applica a se': "Poco se mi considero, molto se mi comparo". E come dargli torto se e' vero che da Togliatti ha preso non solo il pragmatismo, inserito in una solida cornice ideologica, ma anche la capacita' di stupire ed uscire dagli schemi. D'Alema ha trattato con Berlusconi quando fu presidente della Bicamerale per le riforme costituzionali nel 97-98. Era quasi arrivato in porto ma Prodi, con un pizzico di gelosia, gliela tiro'. E lui Max l'imperturbabile lo ripago' di egual moneta, prendendo il suo posto a palazzo Chigi. Dal 98 al 2000, D'Alema e' stato il primo (e per ora unico) ex comunista a guidare un governo. Per D'Alema il centrodestra era ed e' "un realta' con cui e' necessario confrontarsi". Ed e' stato sempre D'Alema il vero King maker di Napolitano la scorsa volta. Il furbo Max tiro fuori a sorpresa il coniglio dal cilindro, lasciando di sasso i vari Marini, Mancino ed anche la Bindi. E non si puo' certo dire oggi, doppo sette anni, che ci abbia visto male. Ora potrebbe toccare a lui in prima persona. Chi meglio di D'Alema potrebbe proseguire il lavoro di Napolitano?

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