Pd: se atti fondati si' all'arresto del Cav

. Politica

Sulla richiesta d'arresto che non c'e' (o meglio per ora non e' arrivata dai Pm di Napoli che si occupano della compravendita dei voti, nostante i rumors) si sta scatenando un vero e proprio dibattitto. E l'argomento dal punto di vista politico per le dimensioni che potrebbe avere (forse non ben soppesate ancora da tutti) e' centrale e non meno importante di pur altrettanto decisivi appuntamenti. Ora sulla richiesta che non c'e', dopo i grillini che avevano gia' dato il loro si' all'arresto, e' arrivata un po' a sorpresa la dichiarazione del Pd, ramite Maurizio Migliavacca, uno degli uomini piu' vicini a Bersani: "Se gli atti fossero fondati penso proprio che voteremmo per l'arresto del Cav. Dovremmo vedere le carte. Noi abbiamo un atteggiamento rispettoso di atti della magistratura che fosserro corretti". Natruralmente il Pdl insorge. In molti parlano di barbarie, la Biancofiore arriva a dire: "Scateneremo l'inferno". Per Matteoli Migliavacca si e' "avventurato in una dichiarazione gravissima che non risponde al richiamo del capo dello Stato". Intanto pero' il Pd si va allineando al M5S e cosi' ci sarebbe la maggioranza necessaria in giunta per le autorizzazioni al Senato ed anche in aula per dare il via libera all'arresto. Per ora la decadenza da senatore non puo' essere richiesta, perche' prima occorre un verdetto nell'ultimo grado di giudizio, in Cassazione. Pero' una simile maggioranza potrebbe anche costituire il viatico per la formazione di un nuovo governo. Forse il Pd spera, almeno questa e' la supposizione ed il timore di molti del Pdl, di riuscire a convicere Grillo a dare la fiducia in cambio dell'arresto di Berlusconi. E Grillo rincara la dose criticando anche Napolitano: "Povero paese dove un Presidente della Repubblica invece di andare in prima serata in televisione a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano (ex ministro della Giustizia...al Quirinale il giorno dopo". Ovvia l'osservazione che Napolitano non e' Grillo e che come presidente rappresenta tutti, compresi i 5 stelle ed il Pd, ma anche il centrodestra, una larga fetta del paese. Le tensioni potrebbero acuirsi anche fuori dal Parlamento e questo e' un rischio che Napolitano, alla fine del suo settennato, vuole evitare.

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