Risiko presidenze delle Camere: Senato determinante, il Pd ci pensa

. Politica

Da domani comincia la XVII legislatura, con la convocazione delle Camere, che come primo atto dovranno eleggere i nuovi presidenti. E' Bersani a non dovere sbagliare questa prima importantissima mossa. Ma le possibilita' sono molte, anzi tutto legate alle decisioni dei 5 stelle. Per ora non sembrano disposti a trattare ed annunciano loro candidature. Poi si vedra'. La combinazione piu' classica e' quella di Franceschini alla Camera (sta da tempo studiando da presidente, tanto che ha voluto leggere attentamente tutti i recenti discorsi d'insediamento) e Mario Mauro di Monti al Senato. Poi c'e' un altro scenario piu' dinamico per le prospettive, anche se sono ancora al buio: la venticinquenne Marta Grande oppure Roberto Fico, del M5S, a Montecitorio (ovviamente con i voti del Pd, magari senza trattative e scambi preorganizzati, ed un Pd al Senato, Anna Finnocchiaro oppure Piero Grasso, che forse sarebbe piu' gradito ai grillini. Da notare come negli ultimi tempi la presidenza della Camera non abbia portato fortuna politica: gli ultimi inquilini di Montecitorio sono o spariti dalla scena come Fini, Bertinotti o la Pivetti o hanno rispetto a prima ruoli marginali come Casini e Violante. Intanto Crimi, ppresidente dei senatori del M5S dice che i suoi sono favorevoli ad un premier estraneo ai partiti per un governo non dei 5 stelle ma a 5 stelle. Poi spiega che il movimento andra' al Quirinale per le consultazioni ci sara' anche Grillo oppure Casalegno. Poi conferma : "Voteremo per la ineleggibilita' di Berlusconi". Insomma la strategia e': "Intanto fuori uno..."

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