Grillo: il Papa terremoto dolce, noi francescani nati il giorno del Santo

. Politica

Non c'e' stato il Papa nero ma il vento d'oltreoceano ha portato il "Papa grillino". Beppe Grillo corregge cosi' i suoi ragazzi, i montagnards che al loro debutto al Senato non hanno partecipato al saluto al nuovo Papa, rivolto dal presidente di turno, Emilio Colombo. Dal suo blog, che e' diventato il suo Vangelo, il leader dl M5S, da' la benezione grillina a Francesco portatore in questa "straordinaria primavera del 2013, di un terremoto dolce". Il nome Francesco scelto da Bergoglio, un gesuita di mamma genovese, e' gia' molto. Si potrebbe dire un programma nel quale Grillo, con ardito paragone, vede molte assonanze. L'essere gesuitta, avere origini anche genovesi e soprattutto, avere scelto il nome Francesco in onore del Santo per la sua umilta', voglia di fratellanza e soldarieta', difesa dei poveri e dei piu' deboli. Poi Grillo titra il Papa per la talare. Noi siamo francescani e spiega: "Il M5S e' nato, pr scelta, il giorno di San Francesco (per lui e' un po' come avene assunto in politica il nome) il 4 ottobre, il giorno del Santo. Era proprio il Santo adatto per un movimento senza contributi pubblici, sedi, tesorieri e dirigenti. Un Santo ambientalista e animalista. La politica senza soldi e' sublime, cosi' come potrebbe diventare la Chiesa". Poi si spinge oltre: i ragazzi a cinque stelle si autodefinirono "i pazzi della democrazia", cosi' come i francescani erano "i pazzi di Dio". Conclusione, Grillo non lo dice, ma si sente il santo purificatore della politica, insomma  lui il compito secolare al Papa quello spirituale. E la Curia e' vista come la casta. Entrambe da radere al suolo per arrivare ad un mondo nuovo sia in cielo che in terra.

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