Grillo: mai fiducia a Gargamella, D'alema al Colle un fiammifero nel pagliaio, legislatura breve

. Politica

Grillo scende in campo pesantemente dopo la giornata di ieri dell'elezione dei presidenti delle Camere, con una decina di defezioni grilline a Palazzo Madama. Ne i grillini possono addossare le chede bianche a Monti, che furbamente ha scelto il voto lampo (il senatore votante passava velocemente in cabina in modo da non palesare che non aveva avuto il tempo di mettere per scritto la scelta). Il leader del M5S sembra chiudere non la porta ma il portone a doppia mandata al Pd, sia sul versante governo che su quello del nuovo capo dello Stato. E prevede una "legislatura breve". In cuor suo pensa di fare una strage di voti, gia' a fine giugno. Un ulteriore passo verso lo scompaginamento di questa classe politica. Per  Grillo, Laura Boldrini e Piero Grasso sono solo delle "foglie di fico". E poi un attacco al Pd sul futuro abitante del Colle, che in Italia ha "poteri da monarca". "Il candidato del Pdl e di parte (gran parte?) del pdmenoelle e' Massimo D'Alema. Non e' ufficiale e nemmeno ufficioso - spiega il portavoce del M5S (Grillo chiede di essere chiamato cosi') - ma e' molto plausibile. Non ci credete? Non ci credevo nemmeno io". Ed ancora: "La candidatura di D'Alema sarebbe irricevibile all'opinione pubblica. Un fiammifero in un pagliaio. Il paese non reggerebbe a sette anni di inciuci". Poi una precisazione, che sa di speranza: "Un passo indietro preventivo od una smentita, anche indignata per le 'voci infondate', sarebbero graditi". Quanto al governo Grillo e' categorico, nessuna fiducia a Gargamella e chi "sgarra e' fuori". In tanti nel movimento fuori dai palazzi chiedono "una piattaforma di democrazia liquida", quella a cui Grillo e Casaleggio stanno lavorando, perche' portando tutto alla luce del sole si eviterebbe di fare emergere divergenze interne, che sanno tanto di vecchi partiti. Per Grillo e' il momento di serrare i ranghi. Crimi non si tocca e' uno dei fedelissimi. Sulla fiducia i montagnards devono restare uniti: "Nessun dubbio sulla decisipone di non appoggiare Bersani", spiegano i fedelissimi. Ancora: "Su Grasso si puo' anche chiudere un occhio (tanto ormai e' andata). Ma nessuno deve piegarsi di fronte all'odiato Gargamella. Giaì', perche' se qualcuno cede ai partiti il M5S ha finito ancora prima di iniziare". 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi