Napolitano il faro nella nebbia, mission impossible per Bersani

. Politica

La nebbia che avvolge questo delicato momento politico, uno dei piu' critici della storia repubblicana, non sembra diradarsi anzi se e' possibile cresce d'intensita'. L'unico faro, l'unico punto di riferimento in questa travagliata fase, e' Napolitano. E se l'elezioni dei due nuovi presidenti delle Camere sono state un successo per il nuovo metodo inaugarato da Bersani, non hanno pero' avvicinato, piu' di tanto, il centrosinistra alla soglia dei 158 voti, necessari in Senato per avere la maggioranza e quindi la fiducia. Rimane l'incubo di elezioni a fine giugno con i mercati in agguato. I grillini chiedono i voti per entrare nelle istituzioni parlamentari (vorrebbero vicepresidenze, questori, presidenze nelle bicamerali) senza pero' essere disposti a loro volta a votare altri schieramenti. Vorrebbero avere dei posti chiave per demolire l'attuale sistema dal suo interno. Molto difficile dunque una collaborazione con loro. E cosi' la mission impossibible di Bersani dovrebbe partire venerdi' ma con scarse possibilita' di riuscita. Il leader del Pd vuole un mandato pieno, puntando sui suoi otto punti, dopo avere formato un governo con personalita' d'area ma estranee ai partiti, sul modello presidenza delle Camere, presentarsi in Parlamento per la fiducia. Ma Napolitano nutre una certa dose di sfiducia verso questo scenario, perche' ritiene che sarebbe un danno gravissimo per il paese, l'eventualita' che un governo non ottenga la fiducia in Senato. Quindi il capo dello Stato vuole vederci chiaro sulle reali possibilita' e sui numeri per superare l'esame parlamentare. Altrimenti sarebbe disposto solo a concedere a Bersani una sorta di preincarico, esplorativo (anche se normalmente questo compito viene affidato ad un'alta carica istituzionale). E la differenza non e' da poco, perche' in questo secondo caso. il leader del Pd, dovra' comunque tornare, dopo un suo giro di consultazioni, al Quirinale per dire se ha trovato i numeri. E se non li trova subito Napolitano, a maggior ragione quella di Bersani appare come una mission impossible. E' la trattativa dei veti incrociati: infatti Grillo non vuole un governo Bersani, che a sua volta continua a rigettare ogni apertura di Berlusconi. Il Cav si e' spinto fino a proporre un governo di "concordia nazionale", appoggiato da Pdl e Pd. Ma il no di Bersani prosciuga i margini di manovra di Napolitano. Bersani non vuole rimettere in gioco il Cav, ringalluzzito dal no del gip di Napoli al giudizio immediato .

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