Bersani non chiude completamente al Pdl, agiro' "con ponderazione ed equilibrio"

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Bersani non ha chiuso completamente la porta in faccia al Pdl. Molto teso dopo l'incontro con Napolitano, che gli ha conferito un incarico condizionato dalla ricerca di una maggioranza sicura in Senato, ha ringraziato inazittutto il Presidente. "Lo svolgero' - ha spiegato - con la massima determinazione, con la poderazione e l'equilibrio, cui Napolitano ha fatto riferimento". ed ha aggiunto: "Serve un governo di cambiamento ed occore delineare un percorso per una riforma costituzionale, che dovra' segnarne il cammino". Bersani ha detto che comincera' subito le sue consultazioni incontrando le forze politiche e le parti sociali. Poi: "Ho le idee piuttosto chiare, poche parole ed indicazioni precise". Il mandato condizionato obblighera' Bersani a tornare sul Colle per riferire a Napolitano se ha trovato una maggioranza per la fiducia al Senato. Se invece avesse avuto un mandato pieno, come voleva, avrebbe potuto dar vita ad un governo anche con personalita' esterne ai partiti ed andare in Parlamento per vedere li' se aveva o no la fiducia. Nel caso fossse stato bocciato avrebbe voluto giudare un governo di minoranza fino alle inevitabili elezioni anticipate. Ci sono i precedenti di un governo De Gasperi e di due Fanfani. Discorso diverso quello di Andreotti, perche' era si' un monocolore di minoranza, ma con una svolta storica, poteva contare sull'appoggio esterno del Pci, che gli concesse tra l'altro la fiducia astenendosi. Ora bisognera' vedere le prossime mosse di Bersani che sente gia' sulle spalle il fiato di Renzi. Grillo ha detto chiaramente che non lo votera'. Difficile che cambiì idea ed ancora piu' difficile potere sperare su una pattuglia sufficiente di grillini dissidenti. I voti di Monti non bastano, e tra l'altro il professore li condiziona al raggiungimento di larghe intese. Dalla Lega, nonostante la speranza anche di molti commentatori, e' molto difficile ipotizarre aiuti. Vorrebbe dire per Lega rompere definitivamente mettendo a serio rischio tutte le presidenze nelle regioni del Nord, a partire dalla Lombardia, dove Maroni e' appena stato eletto. Ed e' stato prprio Maroni ad andare al Colle insieme a Berlusconi per smentire certe voci e stoppare sussuri di vario tipo. Quanto al Pdl e' molto difficile che accetti quella che dovrebbe essere la proposta di Bersani: io al governo per il cambiamento, voi coinvolti nelle riforme che dovra' approvare il Parlamento. Tra l'altro le riforme costituzionali, che visto la doppia lettura, necessitano per esere approvate di un tempo minimo di tre anni. E certo legare questo periodo alla durata di un suo governo di cambiamento a Bersani non dispiacerebbe affatto. Ma che vantaggi avrebbe il Pdl? Nessuno, fuori dal governo e di stampella ad un esecutivo ostile. Quindi l'unica vera carta a disposizione di Bersani appare quella di cambiare idea e cercare un'intesa anche con il Pdl. Altrimenti con ogni probabilita' tornera' al Quirinale ee poi comincera' una nuova fase del lungo cammino ipotizzato da Napolitano. 

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