Napolitano per la trasparenza: numeri certi, non si accontenta di speranze

. Politica

Giorgio Napolitano con i suoi 88 anni appare uno dei politici piu' giovani, almeno nell'avere per primo recepito, l'esigenza avvertita da tutti gli italiani, della necessita' di fare politica in un modo nuovo. Ovvero mettendo avanti a tutto la trasparenza e bocciando inciuci vari od accordi di sottobottega, tra l'altro poi tutti da verificare. Negli intrighi di palazzo patti sanciti "con il sangue", sono spesso stati poi disattesi per imprevisti di vario tipo. Il Presidente aspetta Bersani al Colle entro giovedi', poi a Pasqua crisi permettendo, se ne andra' un paio di giorni nella sua Napoli. Il mandato dato a Bersani non ammette ambiguita': il Quirinale vuole "una maggioranza certa", con tanto di numeri verificabili, per affidare a Bersani un mandato pieno. Insomma una maggioranza certificata da numeri vincolanti non da sbandierate ma insicure promesse di qualche assenza strategica in aula. Anche perche' superare la fiducia (ed in mancanza di numeri sicuri sarrebbe gia' un azzardo) senza patti politici chiari non significa disporre di una maggioranza autosufficiente per governare. Saremmo insomma davanti al rischio, che Napolitano non intende avallare, di un governo di minoranza sottoposto alle continue turbolenze parlamentari e sotto schiaffo da parte dei cinque stelle. La grave emergenza, per il capo dello Stato, richiede un governo stabile all'altezza della situazione. Napolitano avrebbe preferito una grande coalizione ma di fronte al netto no di Bersani, gli avrebbe consigliato di proceder affrontando prima il piano delle riforme costituzionali, iniziando a coinvolgere tutti, per poi passare al governo e pur senza fare un governissimo concedere qualcosa di accettabile per il Pdl. Ma Bersani ha preferito invertire il discorso e partire, nella proposta del doppio cerchio, da quello del governo. Napolitano poi non ha nessuna intenzione ne' di essere ricandidato (a 88 anni gli straordinari non sono ammessi), ne' di dimittersi prima. Restera' dunque al suo posto fino all'ultimo giorno e se il preincarico fallisse, tentera' di dare vita ad un governo istituzionale, sotto il suo segno.

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