Bersani, per il miracolo chiede un'intesa a Monti e ai grillini di non ostacolarlo

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Bersani sa che la situazione è "drammatica" ma crede nel "miracolo" (parole sue): per superare il nodo Senato chiede l'appoggio di Monti e si appella ai grillini - e forse anche alla Lega, se è vero che la formula usata è stata: "chiediamo alle forze meno disponibili di non impedire la nascita di un governo di cambiamento" - perchè gli venga consentito di presentarsi giovedì da Napolitano a riferire che il suo tentativo potrebbe davvero avere successo. Al Pdl Bersani non concede nulla o quasi. Ha definito subito un "discorso poco serio" la proposta lanciata stamane dal Cav di un Alfano vice-premier in un esecutivo guidato dal segretario Pd ("Non si può al mattino annunciare la guerra mondiale e al pomeriggio proporre abbracci..."). Quanto al Quirinale, dove il centrodestra vedrebbe bene un moderato, si può parlare e discutere di tutto con tutti "con assunzione comune di responsabilità" - ha detto Bersani nel corso di una Direzione-lampo del partito - ma non ora e soprattutto senza logiche di scambio. "Chiediamo a Pdl-Lega di uscire da ambiti che sono un cascame della campagna elettorale - ha detto ancora Bersani - e chiediamo al Movimento 5 Stelle, in un momento decisivo per il Paese, se vogliono essere una comunità segregata o una forza politica che si prende qualche responsabilità, nei limiti in cui può prenderserla, per il Paese". Dopo una giornata passata a ricevere sindacati e associazionismo (c'era anche Don Ciotti) che gli hanno sottolineato tutta l'urgenza di mettere in piedi un governo (al termine Susanna Camusso ha chiesto che il nuovo governo abolisca l'Imu sulla prima casa fino a 1.000 euro), il segretario pre-incaricato ha spiegato alla Direzione come si sta sviluppando il suo tentativo, con quale metodo e quali obiettivi. La sua linea passa perchè nessuno al Nazareno vuole nuove elezioni con questa legge elettorale che, come ha detto Enrico Letta, cristallizzerebbe un elettorato diviso in tre senza nessun vero vincitore. Ma non c'era Renzi... Anche se il sindaco di Firenze aveva in mattinata giustificato la sua assenza in un'intervista all'emittente fiorentina Radio Tocana: "Non ci sarò, per un motivo molto semplice: la direzione è stata convocata all'ultimo momento, e io sto a Firenze a fare il sindaco". Renzi si è augurato però che il segretario del Pd ce la faccia, ribadendo la sua lealtà: "Bersani sta provando a formare un governo e io spero che, per il bene dell'Italia, ce la faccia. La mia serietà e la mia lealtà sono fuori discussione". Domani Bersani comincia a incontrare le forze politiche e toccherà subito al Mvimento 5 Stelle: il faccia a faccia con i grillini e forse con lo stesso Grillo è un'assoluta novità attesa con grande curiosità da tutti gli osservatori (figuriamoci da Bersani!). Mercoledì tocca al Pdl ma Berlusconi non ci sarà, delegherà ai suoi. Giovedì la salita al Colle dove Napolitano lo aspetta per verificare quei "numeri certi", se ci saranno, che consentirebbero a Bersani di ottenere un incarico pieno.

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