Bersani stasera da Napolitano, Grillo: "Senza governo? Si può fare!"

. Politica

Bersani pedala su una ripida salita a poche ore dall'appuntamento con Napolitano al Colle. Il suo pre-incarico sta per esaurirsi: potrebbe trasformarsi in un incarico pieno, ma ci vorrebbe un colpo di bacchetta magica (se il capo dello Stato si fida dei 'numeri incerti' che gli porterà il segretario Pd) oppure più probabilmente sarà una rinuncia, amara, ma sempre rinuncia, che aprirebbe la strada ad una diversa scelta che quasi certamente Napolitano ha già in mente per un governo del presidente. Intanto Grillo suggerisce la sua soluzione, suggestiva forse (e l'esempio del Belgio docet) ma con poche possibilità di 'incantare' Napolitano... andare avanti senza governo. Il Parlamento può funzionare, eccome!, anche senza governo, dice il comico genovese sul suo blog. Una cosa che "Si può fare!". Anche senza un governo, argomenta il leader di M5S, (ma c'è in carica quello Monti per gli affari correnti)  il Parlamento può approvare il conflitto d'interessi o gli aiuti alle piccole e medie imprese o l'abolizione delle Province..."Il Parlamento è sovrano, o almeno dovrebbe esserlo. Da tempo è invece - scrive Grillo - un luogo dove non vi sono rappresentanti del popolo, ma nominati dai partiti, e le leggi, sotto forma di decreti, sono emesse al suo posto dal Governo, e in seguito convertite sotto il ricatto del voto di fiducia. In Parlamento vi è un esercito di soldatini di piombo senza voce, con l'eccezione dei parlamentari a 5 Stelle. C'è stato un sovvertimento silenzioso delle Istituzioni contro lo stesso spirito della Costituzione: "art. 76. L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti, art.77. il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.". Se l'Italia è senza governo (in realtà è in carica il governo Monti) ha però un Parlamento che può già operare per cambiare il Paese. Non è necessario un governo per una nuova legge elettorale o per avviare misure urgenti per le pmi o per i tagli delle Province. Il Parlamento le può discutere e approvare se solo volesse sin da domani. Si fa passare l'idea che senza Governo il Paese è immobile, congelato, in balia dello spread, delle agenzie, ma si tace sul fatto che le leggi per le riforme possono essere discusse e approvate senza la necessità di un governo in carica. Anzi, si rallenta qualunque processo decisionale e operativo spostando sine die la istituzione delle Commissioni senza alcun motivo se non quello di attribuire in seguito i posti di presidenza ai trombati da cariche governative. Si sottolinea in questi giorni che un mancato accordo con il pdmenoelle, il miglior amico di Berlusconi, impedirebbe la rimozione di quest'ultimo dalla scena politica. Se così è invito la cosiddetta opposizione a votare in aula l'ineleggibilità di Berlusconi, l'approvazione di una legge sul conflitto di interessi della cui assenza si gloriò Violante alla Camera, l'abolizione della legge Gasparri, la rinegoziazione delle frequenze nazionali generosamente concesse a Berlusconi da D'Alema nel 1999. SI PUO' FARE! (ma voi non lo farete mai). Il Parlamento - conclude Grillo -  deve riprendere la sua centralità nella vita della Repubblica".

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