Renzi si scalda per subentrare a Bersani, svanisce il sogno di un ex Pci a palazzo Chigi?

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Matteo Renzi si e' gia' alzato dalla panchina e sta facendo il riscaldamento, pronto ad entrare al posto di Bersani che oltre ad essere al momento "congelato", appare un po' sulle gambe, indeciso se attaccare fino alla fine oppure passare in difesa. Ma il rottomatore sta riconquistando la scena anche alla luce degli ultimi sviluppi della crisi con l'ala renziana convinta che un'intesa con il pdl andra' prima o poi trovata, anche per rispondere a chi rinfaccia al Pd la rincorsa a Grillo. Non e' un mistero che Renzi non voglia passare alla storia del Pd, come il Bruto acoltellatore del suo Cesare, ma il precipitare della situazione potrebbero portarlo a romper gli indìugi ed accelerare la sua scesa in campo. Il sindaco avrebbe preferito ritagliarsi lo spazio solo per la leadership per guidare il gìoverno "a me interessa solo candidarmei a guidare il paese, non sono tagliato a svolgere il mestiere di segretario". Ma ora potrebbe accettare anche di candidarsi per la guida del Pd, perche' di fatto e' gia' avviata la preparazione del Congresso, che a norma di statuto coincide con le primarie, anzi si puo' dire che le vere assise del Pd siano proprio le primarie. Ed ovviamente Renzi non vuole ne' puo' sottrarsi a questo confronto se non vuole vedersi cooptato alla guida dal partito da quelli stessi che vorrebbe, se non rottamere, almeno cambiare. Quello di cui non vuole sentire parlare Renzi, proprio nel momento in cui potrebbe assumerne la guida, e' di una sorta di scissione consensuale, con un partito socialdemocratico (la vera prosecuzione del Pci e poi dei Ds) ed un nuovo partito democratico (una sorta di 'grande Margherita' con in piu' una parte dei montiani').  Il rottamatore sta tessendo la sua tela, gia' gode della simpatia dei grandi vecchi, come D'Alema e Veltroni, oltre che degli ex popolari ai quali si e' aggiunto un Dario Franceschini, rimasto al di la' delle affermazioni di facciata, molto male dal voltafaccia di Bersani per la presidenzza della Camera. Per ora dall'altra parte della barriccata, resistono fieramente in difesa di Bersani, i giovani turchi. Ma secondo D'Alema questo patto durera' poco, perche' proprio i giovani turchi sono pronti a trasferirsi armi e bagagli dall'altra parte per dare vita ad un correntone di maggioranza. Quello che potrebbe portare Renzi alla segreteria ed a palazzo Chigi. In politica 'pantarei', cosi' Matteo Orfini, uno dei giovani turchi, afferma: "Un Renzi con spruzzate di laburismo potremmo pure prenderlo in considerazione". Magari per vincere le elezioni. Ai nostalgici resterebbe pero', se le cose andassero cosi', un grande rammarico: non essere mai riusciti nella storia repubblicana a portare un ex Pci, alla guida del governo, dopo un voto popolare.

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