Napolitano non lascia. Resta fino all'ultimo giorno. Per il governo consulterà due gruppi di 'saggi'

. Politica

Napolitano non lascia. Niente dimissioni anticipate (rispetto alla scadenza del 15 maggio) di fronte all'incomunicabilità tra i partiti incapaci di trovare un minimo comune denominatore per formare un governo. Anzi, il capo dello stato proverà "fino all'ultimo giorno" (intenzione ripetuta due volte) a lavorare perchè si formi un governo visto l'emergenza e la fase cruciale in cui si trova il paese. E lo farà - è stato lui stesso a dirlo ai giornalisti convocati al Quirinale - consultando "due gruppi ristretti", diversi tra loro per collocazione e competenze, formati da personalità indiscusse incaricati di formulare "precise proposte programmatiche" da sottoporre poi alle forze politiche per verificare se è possibile superare gli attuali e apparentemente insanabili contrasti. Intanto - ha sottolineato il presidente della Repubblica - c'è un governo, sia pure dimissionario, al lavoro per l'ordinaria amministrazione, il governo Monti che non è stato sfiduciato, e un Parlamento regolarmente insediato dopo il voto. Nel pomeriggio dovrebbero essere comunicati dal Quirinale i nomi delle personalità chiamate a comporre i due gruppi di 'saggi' cui Napolitano chiederà aiuto per sbloccare la situazione dopo l'ormai acclarato fallimento del tentativo Bersani.

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