Il Cav con i suoi ad Arcore, teme Prodi e "un trappolone" per il governo

. Politica

Silvio Berlusconi ha un timore che cresce con il passare dei giorni, teme un trappolone che porti Prodi al Quirinale, con i voti del Pd e di Grillo, in modo da favorire il famoso governo del "cambiamento" di Bersani, che escluderebbe il Pdl da tutti i giochi, relegandolo in un angolo. Per questo ha riunito ad Arcore tutto il suo stato maggiore per studiare le contromisure. Anche se la partita si giochera' piu' all'interno del Pd, che non in casa del Pdl. Sara' infatti il Pd, che con il voto della Camera (grazie al largo premio di maggioranza) ha quasi i voti (gliene mancano una decina) per eleggere il prossimo inquilino del Colle, a condurre la partita. Ed ormai sara' questo il teatro della prossima battaglia politica. Lo stesso Napolitano ha fatto chiaramente capire che ora "la palla", passa al suo successore al quale "in una cartellina blu" consegnera' il lavoro dei "saggi facilitatori". Per Il Quirinale si comncera' a votare inorno al 18 aprile e da quel giorno Napolitano si considerera' un presidente emerito, tanto che ha annunciato che, a qule punto si', potrebbe anche dimettersi. Dentro il Pd dunque si giochera' la partita, per ora ancora sottotraccia, tra chi vuole una scelta condivisa per il Qirinale e poi larghe intese, e chi invece vuole chiudere ogni porta con una candidatura antiberlusconiana per poi fare un governo senza accordi con il Pdl. Il confronto e' aperto e gia' Bersani ha lanciato la sua sfida, ormai si gioca politicamente il tutto per tuto. A Berlusconi non resta che serrare le fila ed insistere: governo di larghe intese o voto, senza fare bruciare l'opzione di giugno. Berlusconi a questo punto pensa che il lavoro dei saggi serva solo a fare perdere tempo ed a consentire al Pd di riorganizzarsi. Per questo vorrebbe che Napolitano riprendesse le consultazioni e che i partiti tornassero a confrontarsi. Ma ormai per il Quirinale "il dado e' tratto". 

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