Crediti alle imprese: decreto rinviato, le difficolta' di un governo "galleggiante"

. Politica

Il governo Monti sta "gallegiando", dopo che Alfano gli aveva tolto la fiducia, anche se senza un voto in aula, fiducia che non e' stata rinnovata dalle nuove Camere. E che puo' fare Monti in una situazione di emergenza, con pochi euro in cassa, pur nella necessita' di un decreto per restituire i soldi che la pubblica ammnistrazione deve alle imprese? Oltrettutto subisce le critiche feroci del Pd e del Pdl, che hanno approvato si' una risoluzione per sbloccare i finanziamenti, ma che non hanno consentito la nascita di un nuovo governo. Il vuoto istituzionale sta creando molti problemi sia a livello governativo che a livello parlamentare e non si vedono schiarite immediate. I "saggi" sono al lavoro anche se di fatto c'e' una situazione di stallo totale che si protrarra' perlomeno fino al 18 aprile quando cominceranno le votazioni per il prossimo presidente della Repubblica. L'Italia non si poteva permettere una pausa cosi' lunga, che dura ormai da oltre un mese ed i partiti avrebbero dovuto ben rendersene conto. Certo ora non possono scaricare tutte le colpe sul "povero" Monti, che nell'occasione e' del tutto privo di responsabilita'. Servono 7 miliardi, dei 40 previsti in due anni. Si tratta di una somma che nel totale corrisponde ad una manovra economica impegnativa. Il governo aveva pure pensato ad aumentare l'addizionale Irpeef regionale, poi ha desistito. Ora i ministri Grilli e Passera fanno sapere che "servono nuovi approfondimenti". Pertanto il Consiglio dei ministri, che era previsto per oggi, si terra' nei prossimi giorni. Intanto Monti si e' fatto sentire con Olli Rehn e gli ha assicurato che "l'Italia rispettera' gli impegni per mantenere il deficit sotto il 3% del Pil". La Commissione Ue ne ha preso atto anche se a chiesto ai suoi esperti di esaminare immediatamente i termini del decreto per i crediti alle imprese che il governo sta preparando.

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