Prodi : "spaventapasseri" del Cav? "irrispettoso", con lui eletti 2 presidenti di sinistra

. Politica

Romano Prodi punta ora e da tempo al Quirinale. Anche per questo ha assunto, dopo la sua ultima esperienza come capo del governo solo incarichi internazionali, anche di grande prestigio, come l' ultimo per l'Onu. Si e' accuratamente tenuto alla larga dalle beghe di partito, senza mai interferire nemmeno nelle scelte piu' importanti. Solo nella chiusura della caampagna elettorale si e' rifatto politicamente vivo, apparendo vicino a Bersani sul palco, in piazza Duomo a Milano, per il comizio di chiusura. Forse anche per ricordare che c'e' anche lui. Ma ora questo suo ruolo, in questi ultimi convulsi giorni di contrapposizioni forti, sembra venire meno, allontanarsi, nonostante gli sforzi di anni. Prodi non e' visto come il professore, il politico come prima cosa cattolico, di provenienza non comunista, addiruttura un "esterno" se si considera quando si avvicino' alla Dc di sinistra di De Mita. Sempre contro i socialisti di Craxi prima e poi contro il "populismo" di Berlusconi si', ma con rispetto dell'avversario politico, che ha anche sconfitto, unico, per ben due volte alla guida dello schieramento di centrosinistra, il famoso "Ulivo". Il Pd e' invece figlio di quel Veltroni, che ha perso, come Occhetto e Rutelli con il Cavaliere. Tra l'altro le sue due vittorie sono anche quelle che hanno sempre permesso al centrosinistra di portare un suo uomo al Quirinale. Ed ora che potrebbe toccare a lui, cosa succede? Che tutti lo dipingano solo come lo "spavantepasseri" di Berlusconi e dei suoi, come "l'alleato" in pectore di Grillo, solo perche' i due si conoscono ed hanno anche un buon rapprto personale, come la "carta" di riserva di Bersani contro il Cavaliere se fallira' la strategia di arrivare ad un candidato condiviso. Ma non basta, ben 120 tra deputati e senatori del pd sarebbero pronti a sottoscrivere un documento per "bloccare" l'operazione "Prodi al Quirinale". Ovviamente non potrebbero dire: "Prodi non passera'". Una cosa del genere nei confronti del padre dell'Ulivo non se la puo' permettere nessuno. Sarebbe piuttosto una presa di posizione per esprimere contrarieta' all'ipotesi di un candiato "divisivo". Un giovane turco Orfini e' arrivato ad esplicitare un pensioro comune a molti nel Pd: "Non si puo' candidare Prodi, perche' divide troppo". Insomma sembra rispuntare la vecchia logica della sinistra, oggettivizzare le situazione per poi inserirci il caso concreto (Esempio, fuori piove. Non hai l'ombrello, non puoi uscire. Solo che fuori piove lo hanno detto io). Naturalmente il professore bolognese non ci sta. E' molto arrabbiato, quasi infuriato. Cerca di placare definendolo non veritiero ed irrispettoso "il chiacchiericcio" che continua ad accompagnare il suo nome per la partita del Quirinale. Quello che Prodi vuole dire chiaramente e' che il suo profilo non e' di "bassa bottega", ne' di parte. Ma la sua voce, almeno per il momento, rimane inascoltata e lui rimane il candidato del piano B di Bersani, ovvero dell'accordo tra Pd e grillini per il Quirinale. E gli hanno anche gia' assegnato "l'obbligo" morale e politico di riccambiare subito il favore con un nuovo incarico a Bersani per un governo e poi vada come vada. Questo non sara' sicuramente il timing di Prodi, forse qualcuno non lo conosce bene o si e' scordato di lui. Chiedere a D'Alema l'unico con il quale , almeno nell'ambito del centrosinistra, ha trovato pane per i suoi denti. 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi