"Merli con merli, passeri con passeri", ed il Pd con il rischio di due papi per il "conclave"

. Politica

E' un momento molto difficile per il Pd, momento difficile che si aggiunge a quello di una situazione politico-istituzionale in pieno stallo in attesa dell'elezione del prossimo inquilino del Colle. Ed ora spunta l'ipotesi, ma forse e' molto piu' di un'ipotesi, della scesa a Roma del rottamatore come grande elettore per il Quirinale, come uno dei tre delegati regionali della Toscana. Un Renzi il 18 aprile a Montecitorio per la seduta comune alla guida di una nutrita pattuglia di oltre 50 parlamentari, ai quali se ne potrebbe anche aggiungere qualcun altro (per il nuovo c'e' sempre un'attrazione fatale, soprattutto in politica per chi vede il nuovo come carro del vincitore), potrebbe essere destabilzzante per il Pd. Con il sindaco pronto a dare indicazioni, rilasciare dichiarazione sedersi al tavolo delle trattative od anche semplicemente confabulare nei transatlantico o nei ristoranti vicini al palazzo. Insomma due papi in Parlamento. Il Pd appare scosso ed agitato, con molti i piu', che rimangono a guardare in attesa degli sviluppi e di capire meglio le finalita' di Renzi e le contromosse di Bersani. Che e' stato difesa a spada tratta, ma solo dai suoi fedelissimi, quelli vicini al "tortellino magico", o poco piu'. Un partito diviso, c'e' chi arriva a contare ben 23 correnti, e' alle prese con questo ciclone, che potrebbe anche portare il Pd alla vittoria con largo margine (alcuni sondaggi dicono 8 punti) sul centrodestra ma che potrebbe anche spaccare il partito, che e' sull'orlo di una scissione. Perche' Renzi vorrebbe dire la rottamazione si' di Bersani, ma anche di tutti quelli che vengono dal vecchio Pci e dai Ds. Per dirla in breve la rottamazione di tutti gli ex comunisti, che dopo avere perso la falce e martello, perderebbero pure ogni punto di riferimento. Ed a vincere sarebbe non la vecchia balena bianca (la Dc di pansiana memoria) ma un giovane delfino bianco, che di rosso non ha proprio nulla. Ed allora in molti ricordano le parole "sagge" (da non confondere con gli attuali saggi, che di saggio come ha dimostrato Onida hanno poco), di un vecchio comunista, Fausto Bertinotti: "I merli con i merli, i passeri con i passeri". Ed ecco che spunta anche la tentazione di una separazione in casa, con l'ala post comunista decisa a difendere la sua storica identita'. Diceva D'Alema, che pure non e' uno dei maggiori detrattori del sindaco che "se prevale la linea Renzi, io vado a fare un grande partito della sinistra con nNchi Vendola". Ed e' proprio questa la prospettiva di cui si sentiva parlare a mezza bocca, tra molti deputati del Pd, dare vita ad una grande forza della sinistra che potrebbe attestarsi intorno al 15%.  Che erano poi piu' o meno i voti rimasti agli ex Pci, divenuti Ds dopo la svolta della bolognina di Occhetto, all'indomani del crollo del mura di Berlino nel 1989.

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