Grillo: "Non ci stiamo dividendo, se c'è l'inciucio la gente prenderà i bastoni"

. Politica

Una gita fuori porta, tutti insieme e molto informale, per incontrare il 'capo' (caratterizzata da un tragicomico e anche un pò ridicolo e movimentato trasferimento a bordo di tre pullman sulle consolari a nord di Roma con inevitabile lunga teoria di giornalisti-segugi al seguito) come qualcuno dei grillini ha pure sostenuto fino all'ultimo o l'occasione di un vero e proprio 'chiarimento' interno tra Grillo e i suoi 150 parlamentari, alcuni dei quali recalcitranti a seguire senza fiatare gli ordini del leader M5S nel momento delle grandi decisioni (Quirinale e governo), a sentirsi insomma come degli 'schiacciabottoni' a comando? Molto più probabile la seconda ipotesi e a confermare che di chiarimento si trattava e quindi a sottolineare la delicatezza dell'incontro è stato lo stesso Grillo  che, convocando l'assemblea interna lontano dalla stampa, ha manifestato la necessità di riunire tutte le sue 'armate' in Parlamento per mettere un pò d'ordine sulla strategie e sulla tattica, e anche sulle dichiarazioni da rilasciare ai giornalisti... Ce n'era bisogno, dopo le uscite di qualche deputato in contrasto con la linea del Movimento che continua a bocciare qualunque accordo con il Pd (il caso del deputato Currò). Il tutto, dopo vari depistaggi, è avvenuto in un agriturismo a Tragliata, tra il lago di Bracciano e Fregene, con i cronisti tenuti fuori dal cancello e senza diretta streaming, come è ormai una prassi per le più delicate riunioni grilline. "Non mi aspettavo totale condivisione nel Movimento - ha detto durante la riunione Grillo - ed è legittimo che qualcuno la pensi in modo diverso, ma non siamo noi che ci stiamo dividendo, sono gli altri". Sulle strategie da seguire per Quirinale e governo Grillo non ha avuto dubbi: se si verificherà "l'inciucio" Pd-Pdl, cioè le larghe intese "la gente, che è stufa, prenderà i bastoni". E questo a tutto vantaggio del Movimento. "Ho detto a Napolitano di darci l'incarico e poi faremo un nome. Ora il nome è il movimento". "Dobbiamo arrivare calmi e sereni all'elezione del presidente della Repubblica - ha detto ancora Grillo - che sarà molto diverso da questo". Per ora non sono uscite voci dissonanti dalla riunione. Ha fatto comunque rumore all'esterno un tweet del professor Paolo Becchi, considerato un pò l'ideologo del Movimento, che ha parlato dei 'dissidenti' come dei 'Giuda'. Poi si è scusato per la brutalità dell'accostamento ma ormai il tweet era partito...

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