D'Alema scarica Bersani, "colpa" anche di Prodi

. Politica

D'Alema scarica Bersani, sembra avere perso la pazienza, con l'uomo di Bettola, da lui portato alla segreteria. D'Alema pensa che Bersani gliene abbia gia' fatte parecchie, a partire dalla mancata insistenza per una sua ricandidatura alla Camera, per passare a non ascoltare quasi mai i suoi consigli e ad una gestione della crisi senza vie d'uscita. "Ci porta alla rovina, e' matto", avrebbe sussurrato D'Alema "ci ha infilato in un disastro perfetto". Ma quello che ha mandato su tutte le furie D'Alema e' stato l'endorsement di Bersani per Prodi, nella corsa al Colle. L'ex premier ben conosce "il rancore" di Prodi la sua voglia di rivalsa. I due si sono scontrati, anche se in maniera sottorrenea molte volte e nell'ultima occasione Prodi e' andato a casa e D'Alema al suo posto a palazzo Chigi. Quindi nella lista "dei conti da regolare", lui e' il primo. Ma al di la' delle beghe personali, quello a cui punta D'Alema e ' proprio il Quirinale. E quindi vorrebbe andarci subito od in alternativa aspettare il prossimo turno, se mai dovesse essere riconfermato Napolitano. Perche' il prossimo turno potrebbe essere ben piu' vicino dei 7 anni previsti dalla Costituzione, con dimissioni tra un anno o due dello stesso Napolitano. Per arrivare a questo occorrerebbe dar vita ad un governo del presidente sostenuto da Pd e Pdl per una legislatura breve ma costituente. E su questa linea il migliore alleato di D'Alema sarebbe proprio Berlusconi e il suo rivale maggiore quel Bersani che si ostina in un accordo con i grillini, magari con Prodi al Quirinale. D'Alema sta anche rivedendo il suo giudizio su Renzi: Si sta muovendo bene, e' molto cresciuto. Sta dimostrando di avere la stoffa da leader e poi farebbe vincere il partito e salverebbe la ditta". Ed a lui potrebbe toccare il Colle, con la soddisfazione anche di Napoltano, che lo considera il meglio di quello che c'e' in giro. Di Bersani invece pensa che ai tempi del vecchio Pci, avrebbe potuto al massimo essere un buon quadro. Ma nel Pd il movimento e' a tutto campo, sia in casa degli ex Pci che degli ex Dc. I giovani turchi, la sinistra del partito, vorrebbero portare  l'attuale ministro Barca a capo della loro componente per "sfidare" e poi magari "acordarsi" con Renzi che i sondaggi danno vincitore su Berlusconi di ben 8 punti con un Bersani che al contrario sarebbe addirittura perdente. C'e' anche chi ipotizza scissioni, a destra di Renzi, se non dovesse prevalere rapidamente nel Pd ed a sinistra per dare vita ad un forte partito del 15%, sotto la guida di Barca, riabbracciando la sinistra di Vendola, ricomprendendo tutti gli ex comunisti. Ma sono tutte chiacchiere. Quello che e' vero invece e' che ormai Bersani e' di fatto in minoranza nel partito. Questo stando a tutti gli spostamenti degli ultimi giorni: veltroniani, dalemiani, lettiani ed ora anche i franceschiniani si stanno avvicinando al rottamatore, che sta portando ad un vero e proprio tsunami tra i moderati e non solo.

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Commenti

-1 # Roberta 2013-04-06 19:36
A me D'Alema irrita e sconcerta.Ma non era fuori dal Parlamento? E' uno che trama alle spalle e distrugge.
0 # Luca 2013-04-07 00:05
Roberta dimentica una realtà di fondamentale importanza: "Se Bersani è oggi segretario nazionale del Pd lo deve proprio a chi la irrita tanto, cioè a D'Alema!". Veda quindi di non aumentare la sua irritazione a sproposito.
0 # Luca 2013-04-07 00:00
Che Roberta sia tanto irritata da d'Alema è la dimostrzione della superficialità di un certo elettorato italiano. Conosco tanto Bersani, che D'Alema e so che sono ancora in perfetta sintonia (quello che dice l'articolo va letto con la dovuta attenzione) di idee, tanto politiche quanto soco-economiche . Inoltre Roberta non dimentichi che se Bersani ricopre l'incarico di segretario del Pd è solo meriito di Massimo D'Alema, che lo ha voluto a tutti i costi in quel ruolo!

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