Il redivivo Casini: con Monti scelta sbagliata, il centro si schierera'

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Toh, Casini c'e' ancora. Ce lo eravamo scordato, relegato dopo le elezioni sotto il 2%, da 40 giorni non parlava. Proprio luoi che era e voleva sempre essere protagonista della vita politica, il grande kingmaker di Monti. Solo Fini e Rutelli, che pur sono stati alla guida di un partito, e di partiti piu' grossi dell'Udc di Casini sono riusciti a a fare peggio, addirittura cancellati dagli elettori. Non riuscirebbe a rintracciarli nemmeno un buon cane da tartufi. Ora Casini se ne esce con un'intervita al Corriere per ammettere che ha sbagliato tutto e che la prossima volta il suo Udc, perche' evidentemente il centro montiano e' destinato a sgretolarsi rapidamente,si schierera',  a destra o a sinistra, molto piu' probabilmente, ma dipendera' "dalle affinita' che troveremo nel processo costituente". Casini spiega: "Abbiamo cercato di fare una battaglia limpida per superare il bipolarismo e l'hanno superato gli altri", cioe' i grillini, "noi abbiamo scosso l'albero, altri hanno raccoltoi frutti. Ed il tentativo di Monti di ammiccare all'antipolitica non ha intercettato gli elettori, che all'imitazione hanno preferito l'originale". Analisi lucida, pero' Casini omette di dire, tante cose, ad esempio che fu proprio lui, insieme a Fini, ad impuntarsi a non fare una lista unica di centro oltre che al Senato anche alla Camera. Forse sarebbe andata meglio per il centro e Fini sarebbe sicuramente entrato. Ma i due si opposero, mandando su tutte le furie Corrado Passera (che abbondono' la riunione), perche' non volevano rinunciare a gestire direttamente il finanziamento pubblico riservato ai partiti. Casini riconosce comunque il merito a Monti di avere salvato l'Italia da una deriva greca. Poi aggiunge: "Abbiamo cambiato noi stessi i connotati di Monti, da servitore dello Stato, da Cincinnato che era, abbiamo pensato potesse essere l'uomo della provvidenza per l'affermazione del centro. A dire la verita' Casini and company non sono nemmeno stati aiutati dai troppo compiacenti sondaggi, che davano la nuova formazione addirittura intorno al 18%. Ora, e' la conclusione di Casini, serve un patto tra Bersani e Berlusconi  per "rimettere in moto la politica. Altrimenti chiunque vincera', vincera' sulle macerie". 

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Commenti

0 # arianna 2013-04-07 17:32
Sarebbe incompresibile a tutti gli elettori PD che Bersani si alleasse con Berlusconi. Tutti (gli Elettori PD) sono convinti che lo stesso scomparirebbe e non tornerebbe mai più sulla scena politica italiana. Povero Berlinguer quanto sei lontano da coloro che dovrebbero seguire la tua linea. Il PD per non avere responsabilità nello sfacelo che si prospetta dovrebbe cedere il Governo al M5S ed approvare solo le leggi che fanno bene al Paese.

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