Bersani-Berlusconi: "Accordo a portata di mano" con la benedizione di Napolitano

. Politica

A Giorgio Napolitano piacerebbe molto finire il suo settennato con un successo, quello ovviamente di essere riuscito nella "mission impossible" di dare vita ad un governo di fronte alla serie di veti contro cui e' andato a sbattere. Ed un eventuale successo sarebbe frutto piu' che del lavoro dei saggi, dalle decisioni del vero "grande saggio" di applicare una regola altrettanto saggia: non forzare i tempi, dare tempo al tempo. Se questi giorni di pausa istituzionale fossero veramente serviti per decantare le posizioni, stemperare gli animi e rendere possibile una qualche forma di avvicinamento tra Pd e Pdl, gli unici in grado di potere dare via ad un governo di una certa stabilita', Napolitano avrebbe portato felicimente in porto la sua ultima grande missione per il paese. Ed in effeti dei segnali precisi ci sono. Non tanto l'apertura di Franceschini, di parte degli ex popolari, dei dalemiani, ma soprattutto l'uscita di Speranza, il capogruppo del Pd, legatssimo al segretario, lascia intravedere la possibilita' del crollo del muro di incomunicabilita' tra Pd e Pdl. I segnali ci sono anche per quanto riguarda il Quirinale, Berlusconi avrebbe rinunciato a presentare una sua rosa e Bersani starebbe preparandone una con nomi "accettabili" per il Cavaliere. Insomma nel faccia a faccia tra i due (che potrebbe anche essere anticipato e svolgersi mercoledi'  prossimo, un altro segnale positivo), potrebbe aversi una fumata grigia se non proprio bianca. Perche' l'annuncia dell'intesa su un nome, lo farebbe certamente bruciare. Per l'annuncio, una volta d'accordo, si aspetterebbe l'ultimo momento. Questa trattativa ovviamente non fara' piacere a Prodi, che fino a qualche giorno fa si sentiva gia' con un piede al Quirinale. Ma forse, anche potendo contare sulla benevolenza di Grillo, avere contro due come D'Alema e Berlusconi e' un po' troppo. Ed ancora di piu' e' chiedere a Bersani di pagarne il prezzo politico. Le diplomazie di Pd e Pdl sono al lavoro. Da una parte Gianni Letta, Alfano e Verdini, dall'altra Migliavacca, Errani ed il nipote di Gianni, Enrico Letta. Tra zio e nipote potrebbero passare la svolta per un accordo. Anche la proposta degli 8 punti di Berlusconi viene spiegata come non in polemica od in contrapposizione con il Pd. La linea guida rimane quella delle larghe intese ed il fatto che la riforma della Giustizia sia stato messo all'ultimo posto ne e' una prova. Dalle segrete stanze di Arcore e non solo, giunge una voce: "L'accordo e' a portata di mano". Pochi giorni e si vedra'.

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Commenti

0 # arianna 2013-04-07 18:11
Sarebbe una ulteriore vergogna per l'Italia e i suoi cittadini.
Un governo con Berlusconi é proprio da evitare per tutto quello che già conosciamo.

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