Bersani, nessun passo indietro: "No a governissimo"

. Politica

Da Bersani nessun passo indietro, anzi una orgogliosa rivendicazione delle sua linea, "l'unica possibile per uscire dall'impasse e dare una guida certa e di vero rinnovamento al paese". Il leader del Pd ridadisce: "No al governissimo, altrimenti arriveranno giorni peggiori". Bersani spiega il suo pensiero in una breve ma incisiva lettera a Rebubblica, spazzando via molte delle ricostruzioni fatte negli utlimi giorni. Infatti lui dal giorno della conferenza stampa, in cui aveva insistito sul percorso adottato fin dall'inizio: "dialogo con il Pdl per il Quirinale e er per le riforme, ma nienete larghe intese", non era piu' intervenuto se non per ribadire un altro concetto: "Io ci sono". Ora rincara: "Io ci sono solo se sara' utile, ma non saro' d'intralcio. L'importante e' non fare un governo che viva di equilibrismi o di un cabataggio giocato solo sul circuito politico-mediatico". Cosi' l'uomo di Bettola risponde alle tensioni di questi giorni, che stanno agitando un Pd di fatto spaccato, tra chi pensa di aprire al Pdl e chi invece non vuole saperne. Tra chi non vuole assolutamente elezioni e chi invece in caso di falimento del tentativo Bersani, punterebbe proprio alle urne, sempre con Bersani. Quello che Bersani contesta e' la "denuncia di una sorta di puntiglio bersaniano". Non gli piace passare per testardo, anche se questa e' una caratteristica attribuita dagli altri emiliani ai piacentini. Ed in alcuni casi potrebbe anche essere una virtu'. Il leader del Pd scrive: "Il nostro paese e' davvero nei guai. Si moltiplicano le condizioni di disagio estremo e si aggrava una radicale caduta di fiducia. Ci vuole un governo certamente. Ma un governo che possa agire univocamente, che possa rischiare qualcosa, che possa farsi percepire nella dimensione reale, nella vita comune dei cittadini. Non un governo che viva di equilibrismi". Insomma un "governo di cambiamento". Bersani da un lato vuole coprirsi contro chi tenta un'apertura che giudica avventurosa nei confronti di Berlusconi, dall'altro pero' non vuole interrompere un dialogo, che pur ritiene necessario, a partire dal Quirinale e dalle riforme. La partita in corso nel Pd e' determinante per il futuro della sinistra e non solo. Le sirene di scissioni non smettono di fare sentire la loro melodia, tanto che e' intervenuto anche Veltroni per allontanarle. I prossimi giorni e lo svilupparsi dei prossimi appuntamenti politici saranno un banco di prova per verificare la tenuta del Pd e dello stesso Bersani.

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