Pd diviso, saranno uniti i 490 che voteranno il successore di Napolitano?

. Politica

Il Pd e' diviso, le anime interne sono tante e le sfumature al loro interno ancora di piu'. L'ultimo mese poi ha ulteriormento inasprito gli animi mettendo ad esempio a confronto chi non vuole assolutamente trattare con il Pdl e chi invece prnsa che sia utile un confronto. Chi spera in Grillo e cho lo considera solo un demagogo per di piu' pericoloso per le istituzioni. Al fronte politico si aggiungono le incomprensione e gli scontri personali. Bersani e Renzi ormai sono ai ferri corti. E l'estromissione del sindaco da grande elettore per la Toscano non fa che aumentare lo scontro interno. Poi le accuse a D'Alema,  per altro smentite ed irrevalanti a detta dei Pm, per la vicenda dell'autostrada di Serravalle, sono un altra scintilla che potrebbe fare scoppiare un incendio. Perche' i sospetti, anche se poi dovessero dimostrarsi infondati, si sprecano. E nel Pd, c'e' gia' chi pronostica una resa dei conti. Insomma il Pd si avvia all'appuntamento per il Quirinale tra mille malumori, un po' come la Dc, la vecchia balena bianca, che non arrivava mai compatta al momento di votare pr il presidente della Repubblica. Ne sanno qualcosa Fanfani, Andreotti, Moro e Forlani. Quando alla vigilia tutto sembrava deciso, ecco che intervenivano i franchi tiratori, gruppi scelti ed adestrati per le imboscate parlamentarei, visto che il voto per il Colle e' segreto. La domanda, a parte gli eventuali accordi, e' se Bersani sia sicuro sul potere contare sulla compatezza dei 490 elettori del Pd? Oppure entreranno in azione nuovi franchi tiratori, pronti a silurare il candidato di turno? Forse anche per questo a Bersani converrebbe riuscire ad avere una candidatura che abbia una larghissima condivisione. Solo, che almeno per il momento l'unico, che potrebbe averla e' Giorgio Napolitano, che pero' ha piu' volte ribadito di non volerne sapere. Intanto consigli autorevoli piovono da tutte le parti in attesa dell'appuntamento al quale mancano meno di due settimane. Sul Corriere Angelo Panebianco indica due scenari da evitare per il bene dell'Italia. Come prima cosa "bisogna evitare uno accordo al ribasso: si sceglie una figura di scarsa rilevanza, in grado di svolgere solo un ruolo notarile, una figura che non riuscirebbe ad entrare in sintonia con l'opinione pubblica, ad acquistare quella popolarita', ed anche quel carismo personale, che ormai la dilatazione del ruolo impone". L'altra cosa da evitare per Panebianco e' "scegliere una persona, magari anche dotata di un certo prestigio, ma che per la modalita' della sua elezione appaia come il presidente di una sola parte. Il che accadrebbe se un partito come il Pd, reduce da una non vittoria elettorale, si elegesse qualcuno di sua scelta acchiappando voti grillini in libera uscita. Quel presidente sarebbe fin dall'inizio del suo mandato un'anatra zoppa". 

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