D'Alema-Renzi: si e' parlato delle "pugnalate", il Colle? Il nome lo dira' Bersani

. Politica

Massimo D'Alema e Matteo Renzi, i due "pugnalati" del Pd, il primo per il fango che gli e' stato buttato addosso per la vicenda dell'autostrada di Serravalle e il secondo per essere stato all'ultimo escluso gai grandi elettori per il Quirinale, si sono visti a Firenze, dove D'Alema si era recato per partecipare ad un convegno: Per l'ex premier e' stato un "errore" l'esclusione di Renzi, anche se pensa che si sia trattato di dinamiche regionali escludendo "quella telefonata da Roma", dennunciata dal sindaco. "L'incontro - ha spiegato D'Alema e' stato cordiale ed amichevole". Poi ha aggiunto, una scissione? "Non mi pare che ci sia nel modo piu' assoluto. Due come noi che dovrebbero scindersi vengono invece da una cordiale conversazione". Tra i temi trattati al primo posto Quirinale e governo. D'Alema e' favorevole ad arrivare prima ad una soluzione condivisa per il Colle e poi alla formazione del governo. La sua posizione e'  meno rigida di quella di Bersani sull'apertura al Pdl. Anche se ieri di fatto Bersani ha aperto ad una subordinata: "Per noi il governo giusto e' un governo di cambiamento che possa accompagnare una fase di riforme. Dopodiche' discuteremo perche' un governo a questa paese va dato". Anche D'Alema e' tra i possibili successori di Napolitano e come si sa la sua elezione non dispiacerebbe a Berlusconi, perche' ritiene che D'Alema sia piu' di garanzia che tanti altri personaggi magari dell'area cattolica. L'ex premier ha commentato: "Serve un'ìampia consultazione, chi sara' il candidato lo dira' Bersani". Ovviamente la partita maggiore si sta svolgendo proprio all'interno del Pd, perche' c'e' anche il pericolo che il Pd  alle prese con molte tensioni interne si spacchi e spuntino i franchi tiratori, pronti ad impallinare un candidato non gradito. D'Alema, lo ha detto anche a Renzi, considera il fango gettato improvvisamente su di lui l'opera di qualcuno che lo vuole togliere di mezzo nella corsa al Colle. Gli avversari piu' agguerriti D'Alema li ha nel partito e lui stesso ritiene che piu' che in Renzi ( e' in corso un riavvicinamento dopo la storia della rottamazione e del nonno ai giardinetti) vanno ricercati tra gli ex compagni, o magari tra qualche compagno ma di non partito, che potrebbe essere anche lui in lizza per il Colle. D'Alema non ritiene valida invece la lettura di chi pensa maliziosamente come Bazoli, uomo forte del Corriere, sia grande amico di Prodi.

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