D'Alema e Violante in pole position per il Colle, Prodi l'alternativa

. Politica

Negli utimi giorni si fa un gran parlare nei corridoi della Camera e sui giornali di tutte le possibili candidature per il Quirinale. Fioccano nomi, sorprese poi rapidamente smentite, in maniera piu' o meno convinta dagli interressati, battute di poche parole, stati d'animo riferiti, ricostruzioni, spesso fantasione, ed a volte contraddittorie, all'interno di uno stesso quotidiano, con un giornalista che scrive una cosaed un altro una tesi opposta o perlomeno molto differente. Marini, riferiscono "E' tranquillo, segue la situazione". Ma tutti i giovani del Pd, a partire dai giovani turchi non lo vogliono: "Immagine che sa troppo di passato". Bersani smentisce: "Sono appossianato solo dei Colli piacentini". Prodi corre, con la sua scorta, che entra con le auto nei passaggi proibiti a Villa Borghese e sostiene di "non essersi mai interessato al Quirinale", anche se ci sta lavorando da anni. Per D'Alema la sua candidatura non e' in agenda. Grasso fa una battuta: "Il mio nome? Mi tappo le orecchie e lavoro". Cosi' pure la Boldrini che si dice molto impegnata nel suo impegno come presidente della Camera". Amato tace, ma e' stoppato da Maroni. Forse Maroni e' d'accordo con qualcun altro nel bloccare l'ex vice di Bettino Craxi. Anche Violante tace e si concentra sul lavoro da "saggio" affidatogli da Napolitano. Ma chi ha piu' possibilita? Dopo che Berlusconi ha aperto per un Pd al Quirinale le possibilita' maggiori sembrano convergere su D'Alema o Violante, appunto in caso di intesa con il Pdl, ed in alternativa su Prodi se invece l'accordo saltasse ed il presidente fosse eletto con l'aiuto di Grillo.

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