La 'ricetta' dei Saggi salva il finanziamento ai partiti

. Politica

Consigli, proposte programmatiche, suggerimenti: i 'saggi' nominati da Napolitano il 30 marzo scorso hanno concluso in un paio di settimane il loro lavoro e consegnato oggi al presidente la loro 'ricetta' sulle cose da fare, presto e bene, per far ripartire l'Italia ("in un clima di collaborazione tra i partiti" ha auspicato il capo dello Stato). Una sorta di vademecum delle urgenze che spazia dalla riforma della legge elettorale (un mix tra proporzionale e maggioritario, con forte sbarramento e premio di governabilità: ma - è l'avvertimento - nessun sistema elettorale con l'attuale bicameralismo paritario potrà garantire la maggioranza tanto alla Camera quanto al Senato. Quindi meglio una sola Camera 'politica' di 480 deputati per assicurare un sicura governabilità e un Senato delle regioni formato da 120 membri) ai referendum (sempre confermativi), dagli esodati alle incompatibilità (decisioni affidate ad un giudice terzo, non più al Parlamento che potrebbe muoversi sulla base di imput politici), dalla giustizia all'emergenza carceri (depenalizzazioni e pene alternative) fino al finanziamento dei partiti  che i saggi considerano"ineliminabile": "il finanziamento pubblico delle attività politiche in forma adeguata e con verificabilità delle singole spese, costituisce un fattore ineliminabile per la correttezza della competizione democratica e per evitare che le ricchezze private possano condizionare impropriamente l'attività politica", affermano. E poi il consiglio sulla necessità di garantire la democrazia interna ai partiti, il suggerimento su un uso più limitato delle interettazioni che devono essere "un mezzo per la ricerca della prova e non lo strumento per la ricerca del reato", l'auspicio di una legge sul conflitto di interessi "non mossa da spirito di parte" e infine, per favorire la ripresa, l'abbassamento delle tasse sulle imprese e sul lavoro e il necessario finanziamento della cassa integrazione in deroga. Insomma un vademecum che il prossimo inquilino del Colle, da qui a pochi giorni, troverà bene in evidenza sulla sua scrivania. Toccherà a lui, ha detto il capo dello Stato ringraziando i due gruppi di saggi, farne buon uso nell'impegno per la formazione del nuovo governo e ai partiti dimostrare che la fatica dei 'saggi' non è stata inutile.

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