Congresso anticipato del Pd sul Colle, Finocchiaro a Renzi "Miserabile"

. Politica

Quello che sta succedendo nel Pd in vista dell'elezioe del successore di Napolitano e' un vero e proprio terremoto interno, un tutti contro tutto, uno scontro senza precedenti. Si sta quasi svolgendo un Congresso anticipato, che potrebbe gia' delineare gli assetti futuri del partito. Quindi, ovviamente, Bersani guarda al progetto di un'intesa per eleggere un Presidente al primo turno e quindi ad un accordo con Berlusconi, ma soprattutto agli equiibri interni di partito. Se sbagliera' la mossa iniziale si potrebbe trovare subito sotto un "fuoco amico" di un centinaio di franchi tiratori. Ed i segnali sono tutta'altro che rassicuranti. La Finocchiaro, naturalmente pacata nei toni e nei giudizi, se ne e' uscita contro Renzi, che l'aveva bocciata: "Un miserabile, non ha le qualita' ne' da leader, ne' da uomo di stato". Renzi ha sferrato un uno due micidiale, prima al Tg5 e poi con una lettera a Repubblica. Renzi ha replicato seccamente a Bersani, che a sua volta, gli aveva dato dell'arrogante: "Mi dispiace che i suoi destini personali siano piu' importanti. Il partito vulole il Cavaliere in galera, io voglio sfidarlo e batterlo politicamente". Il tutto parte dall'affermazione di Renzi: "Il tempo e' scaduto, bisogna fare presto". Da Renzi anche la doppia bocciatura di Marini e della Finocchiaro, bisogna dare segnal anti casta. Sul primo: "Non basta essere cattolici per andare al Quirinale e chi lo dice e' un cattolico" e poi, "scelta sbagliata che sa tanto di giochini", per un uomo gia' battuto dagli elettori nel suo Abruzzo". Duro il giudizio sulla Finoccbiaro: "Non si puo' eleggere chi usava da Ikea la scorta come carrello umano". Come si vede Bersani e' alle prese con una bella patata bollente mentre i margini di trattatativa con il Pdl diventano sempre piu' ristretti. Si diradano anche i messaggi a distanza con l'impressione che per il Quirinale si stia giocando l'ultima battaglia della ventennale guerra tra centrosinistra e centrodestra. Sono Alfano ed Enrico Letta a tenere ancora aperto un barume di speranza per un accordo che a questo punto potrebbe avvenire proprio all'ultimo magari con un nuovo incontro tra Bersani e Berlusconi. La soluzione "piu' ragionevole" sarebbe forse quella di una terna proposta da Bersani: Amato, Marini e Prodi. Ma anche su Amato, non visto male, anzi, dallo stesso Renzi, ci sarebbe il no di D'Alema (per motivi personali, dopo la fine di una lunga amicizia politica, sono stati per anni insieme a Italianieuropei), oltre quello della Lega. Ma di fronte alle difficolta' Bersani potrebbe scegliere un nome secco, da tirare pero' fuori, dalla quarta votazione, quando cioe' sara' necessaria la maggioranza semplice. Il nome non e' un segreto e' quello di Romano Prodi. Intanto potrebbe cominciare le prime tre votazioni con la Finocchiaro, come candidato di bandiera. La risposta del Pdl in attesa dello scontro finale sarebbe quella di lanciare come sfida il nome del suo leader, Silvio Berlusconi.

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