D'Alema alla terza votazione, ma anche Amato e Prodi in corsa

. Politica

La corsa per il Colle con l'avvicinarsi della prima votazione del Parlamento riunito in seduta comune a Montecitorio giovedi' mattina, e' entrata nella dirittura finale. Le voci piu' ricorrenti danno Amato in vantaggio, sarebbe lui il nome "condiviso", al quale starebbe lavorando Bersani che dicono tentato di abbandonare Prodi, perche' troppo "divisivo", a partire dalle opposizioni che il suo nome trova nello stesso Pd. Massimo D'Alema e con lui molti dei giovani turchi, la sinistra del partito, non lo gradirebbero. Anche  Monti non lo ama, vecchie rancori tra professori. Chi invece lo vuole a tutti i costi e' Vendola, che invece non vuole sentire parlare di D'Alema. C'e' molta differenza sul suo possibile elettorato. I cinque stelle potrebbero votarlo come "il meno peggio del peggio", da Renzi (ma Prodi era la sua opzione iniziale. Ora dopo gli incontri con Berlusconi e D'Alema, e' ancora della stessa idea?) per tornare alle urne, da Bersani per essere "scongelato" e per provare a dare vita al famoso governo di cambiamento. Comunque l'eventuale elezione di Prodi potrebbere delinearsi a partire dalla quarta votazione. Per La prima invece il nome piu' gettonato sarebbe quelo di Amato che pero' vede contrari gli ex Dc e Vendola. Ma novita' degli utltimi giorni anche D'Alema, che da amico lo considerebbe "traditore" per motivi personali. Ed anche il Cavaliere che all'inizio lo vedeva come il "migliore" dei candidati avversari ci avrebbe ripensato, proprio in favore di D'Alema. E molto importante potrebbe essere stato l'incontro tra lo stesso D'Alema e Renzi, nel quale l'ex premier ha di fatto "incoronato" il giovanotto "rottamatore" come futuro leader per il Pd e per il governo, se non questo il prossimo. A questo punto Renzi stara' ancora con Prodi? E ne potrebbe avere parlato ieri sera con Berlusconi. D'Alema rimane quello con piu' fiuto di tutti, "il migliore" di quelli in circolazione, anche ad avviso di Napolitano. Che ovviamente lo preferirebba sia all'ex socialista Amato, che e' stato vice di Craxi, anche se ha fatto di tutto per farlo dimenticare o "l'astioso" professore bolognese, buono solo per la sua avversione a Berlusconi. Ma Napolitano preferirebbe uno che viene dalla sua scuola e che prosegua il suo settennato sulla via della pacificazione nazionale. (Tra Amato e Prodi, Napoltano comunque preferirebbe decisamente il primo). Pacificazione che - pensa il "saggio" Presidente - da sinistra lo puo' fare solo uno che viene dalla scuola politica del Pci. Il suo nome potrebbe venire fuori nell'utimo degli scrutini a maggioranza qualificata, cioe' il terzo, dopo avere fatto sfogare le prime velleita' ed anche in modo da vedere la tenuta del Pd. Su D'Alema potrebbero convergere i due terzi del suo partito (non molti degli ex popolari e nemmeno quelli di Vendola), del Pdl (compatto) e di Scelta civica di Monti. Se ci fosse il "cambio di cavallo in corsa" di Renzi, D'Alema potrebbe essere il dodicesimo presidente della Repubblica. Certo Bersani non ne uscirebbe da trionfatore perche' potrebbe pagare il delitto di "lesa maesta'", ma potrebbe ancora salvare il salvabile e conservare un suo spazio, magari facendo il governo, venedo a piu' miti consigli, dopo un accordo con il Pdl, anche se non un vero e proprio governissimo. Chi ne uscirebbe male e' Prodi, che si vedrebbe nuovamente detronizzato da D'Alema (ma guarda un po' sempre lui, quel Baffino che gia' gli gioco' un brutto tiro quando era a palazzo Chigi) e continuerebbe vagare tra l'Africa e la sua Bologna. Tanti viaggi, negli ultimi cinque anni, per niente. Sarebbe la beffa finale. 

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