1007 grandi elettori da domani a Montecitorio per eleggere il successore di Napolitano

. Politica

I "grandi elettori" chiamati dalla Costituzione, ad eleggere il successore di Napolitano per i prossimi sette anni, sono in questa occassione 1007. A Montecitorio, domani mattina alle 10, si riunira' il Parlamento in seduta comune (630 deputati, 318 senatori, di 4 senatori a vita). A questi si aggiungeranno 58 delegati regionali. Come vuole la Costituzione la seduta sara' presieduta dal presidente della Camera, Boldrini, al cui fianco siedera' il presidente del Senato Grasso. Ogni votazione durera' circa tre ore, per cui ne sono previste due al giorno, fino alla "fumata bianca". Nei primi tre scrutini e' necessaria la maggioranza qualificata, dei due terzi  dei votanti (672 voti), mentre a partire da quarto scrutinio in poi bastera' ottenere la maggioranza semplice, ovvero 504 voti. Si votera' per chiamata nominale, prima i senatori, poi i deputati e a seguire i delegati regionali. Sotto il banco della presidenza, nell'aula della Camera, sono state allestati tre cabine elettorali. Ognuno ritirera' la scheda, di colore diverso ad ogni votazione, si accomodera' nella cabina "il Catafalco" e poi depositera' la sua scheda con il voto nell'apposita urna, "l'Insalatiera". Il centrosistra conta complessivamente su 496 voti (quindi 8 in meno rispetto alla maggioranza relativa). Il centrodestra dispone invece di 270 voti, il M5S di 162, i montiani di centro di 70. Dai blocchi di partenza restano fuori, a vario titolo come ad esempio tre dei quattro senatori a vita (non Monti che e' "salito" in politica) solo in 9.  Il nuovo presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta  giuramento di fedelta' alla Repubblica ed alla Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune. Questa cerimonia avviene qualche giorno dopo la elezione. Due solo le "fumate bianche" al primo turno, quelle di Cossiga e Ciampi. La piu' faticosa quella di Leone, che arrivo' alla 23esima votazione. Il recordman delle presenze per le votazioni del presidente della Repubblica, spetta a Giulio Anreotti, che fin dalla nomina del capo dello Stato, provvisorio Enrico De Nicola, e' sempre stato presente in tutte le 11 volte in cui si e' votato. Un particolore e' che nonostante l'eta' spesso avanzata dei presidenti, sono tutti arrivati in salute fino a fine mandato, a parte Segni, che dovette lasciare dopo un ictus. Solo in due, oltre a Segni, hanno lasciato in anticipo, dopo che l'allora partito comunista aveva avviato una procedura di impeachment, Giovanni Leone e Francesco Cossiga. Anche se quest'ultimo anticipo' solo di poco la sua uscita dal Quirinale. La palma dei presidenti piu' amati va senza dubbio a Sandro Pertini "il nonno degli italiani" ed a Giorgio Napolitano, visto di piu' come l'affetuoso papa' di tutti.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi