Per D'Alema il Colle come regalo di compleanno? Ma Prodi non molla

. Politica

Le voci sono tante, si rincorrono, tra chiacchiere di Transatlantico, veline di varia natura, amici che sussurrano nomi e strategie, faccia a faccia e giri vari di telefonate. E' spuntato anche un asso nella manica di Bersani, un nome a cui sarebbe per tutti difficile dire di no, un nome fuori da quelli piu' gettonati. Poi ci sarebbe il candidato dell'ultima ora, quel Sabino Cassese, che pero' e' gia' stato bollato da Berlusconi: "Chi? Ma chi e' quello che ha bocciato il lodo Alfano?". Insomma in vista della grande giornata di domani si accavallano tante ipotesi. Ma tra i nomi fatti, rose o non rose, i piu' accreditati rimangano due, D'Alema e Prodi. Sono oggettivamente i piu' forti politicamente e possono contare anche su una loro forza propria in Parlamento. Amato ha contro la Lega, ovviamente Grillo, ma anche Vendola e parte del Pd. Aspetto fin'ora non considerato e' che ha contro lo stesso D'Alema, che lo ritiene dietro qualche schizzo di fango che proprio ultimamente gli e' stato gettato addosso. Marini poi ha contro mezzo Pd con Renzi in prima fila. E proprio il rottamatore che puo' guidare una cinquantnina e passa di voti potrebbe essere determinante. Lui voleva Prodi ma dopo l'incontro di Firenze potrebbe anche averci ripensato in favore di D'Alema. L'ex premier ce la potrebbe fare, anche a dispetto di Bersani, che con lui al Quirinale potrebbe dovere scontare un delitto di "lesa maesta". D'Alema era infatti il suo mentore politico, quello che lo aveva portato alla segreteria, ma poi Bersani si era affrancato, allontanadosi sempre di piu' da Baffino. Baffino che compira' 64 anni sabato prossimo, Li festeggera' gia' sul Colle o meglio con la nomina in tasca, in attesa del giuramento davanti al Parlamento, nuovamente riunito in seduta comune? Intanto mantiene, anche per scaramanzia invariato il programma che lo dovrebbe portare in Cina, mentre Prodi andra' (dicevano che ci era gia' andato) in Africa. Entrambi preferirebbe stare lontano se dovesse spuntarla l'avversario. Che i due non si amino e' cosa nota. Dal 1998, quando ad ottobre D'Alema subentro' proprio a Prodi, che non gli perdono' mai quello che ritenne uno sgambetto. E in quel periodo fu bruciato anche Marini, al quale era stato semipromesso il Quirinale. Ma poi fu Ciampi a trionfare alla prima votazione, grazie ad un blitz di D'Alema. Tutti i principali attori dell'attuale scena politica preferiscono ispirarsi all'Enrico IV di scespiriana memoria: "Ascolto, poco dico, molto penso". Da D'alema nemmeno una parola, Amato solo qualche risentita replica per confutare di essere un pensionato d'oro della casta, con oltre 30mila euro al mese. Dice di fare molta beneficenza. Prodi, invece e' molto seccato, e se dovesse andare al Colle certo qualche sassolino dalla scarpa se lo leverebbe, per essere stato dipinto come "divisivo". "Io sarei - ha maliziosamente detto con un pizzico di ironia - una persona che divide? Chiedetelo a mia moglie". E lei vicino sorride, lasciando chiaramente intendere il suo no.  Ogni candidato ha comunque un suo ben definito profilo, che lo rende piu' papabile in una votazione rispetto ad un altra. Per Amato le piu' favorevoli dovrebbero essere le prime due, per D'Alema la seconda ma ancora di piu' la terza, con Prodi che potrebbe diventare il favorito dalla quarta. Insomma dipende dalla condivisione tra i vari schieramenti. Anche per il famoso 'mister X', se si materializzera', potrebbe essere buona la prima.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




 

Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi