Sale Marini, scende Amato: vigilia frenetica, ridda di nomi per il Colle

. Politica

Vigilia frenetica per la scelta del successore di Napolitano. E tra i nomi più gettonati dell'ultim'ora in ragione di quella "condivisione" che secondo un Bersani delle 19 è ad un passo dall'essere raggiunta (tra Pd-Pdl-Scelta Civica) c'è quello dell'ex-presidente del Senato Franco Marini. Incontri e telefonate continuano ad incrociarsi a poco più di 12 ore dal primo voto previsto per domani alle 10 a Montecitorio. E naturalmente la ribalta politico-mediatica è occupata da una ridda di nomi. nomi che vanno e nomi che vengono. Nomi vecchi e nomi nuovi. Rose, terne, quaterne accompagnate da rinunce, nuove candidature (Rodotà al posto della Gabanelli per M5S), veti: uno spettacolo già visto ma fisiologico alla vigilia delle grandi scelte per il Paese. E poi il Colle è il Colle: la più alta carica istituzionale cui la Costituzione assegna un mandato della durata sette anni, una vita per i tempi sincopati e convulsi della politica italiana. Dunque Marini (prima Margherita, poi Pd), l'ex-sindacalista cattolico, fumatore di pipa, ex-presidente del Senato. Lo avrebbe proposto Bersani a Berlusconi insieme ai nomi di Amato e D'Alema. E le minori obiezioni del Cav si sarebbero appuntate proprio sul nome dell'ex segretario della Cisl, abruzzese doc. Sempre stando alle voci anche Scelta Civica sarebbe d'accordo. E stasera Bersani potrebbe comunicare ai gruppi Pd riuniti il nome sul quale è stato raggiunta l'intesa tra lui, il Cavaliere e Monti. Ma prima della pole position di Marini altri nomi per il Colle erano saliti sull'altalena delle candidature da condividere, come quello di Sergio Mattarella, padre del Mattarellum, esponente di spicco della sinistra Dc, vice-premier con D'Alema e ministro della Difesa con lo stesso D'Alema e con Amato, oggi giudice costituzionale.

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