Quirinale: su Marini l'intesa B&B, ma Renzi attacca e il PD si divide

. Politica

Bersani lo ha proposto ("siamo in un mare mosso, ha esperienza, è uno capace di reggere le onde"), Berlusconi lo ha accettato, così come i montiani. Ma sul nome d Franco Marini, ex-presidente del Senato, candidato a Quirinale, si è spaccato il Pd, con Matteo Renzi - ma non solo lui - alla testa dell'opposizione alla scelta del segretario. Una sofferta votazione dei 'grandi elettori' del Pd (deputati, senatori e delegati regionali) stasera al Capranica, a due passi da Montecitorio, ha fotografato col suo risultato la frattura interna ai Democratiici: 222 a favore di Marini, 90 contrari, 30 astenuti. E se i no e gli astenuti domani non voteranno Marini, l'ascesa al Colle dell'ex-sindacalista abruzzese che ha appena compiuto gli 80 anni sarà ardua. Il sindaco di Firenze ha bocciato il nome proposto da Bersani senza mezzi termini definendola "un dispetto al Paese", un giochetto interno al Palazzo, quanto di più lontano dalla domanda di cambiamento che sale dai cittadini. "Ve lo immaginate Marini che incotra Obama?" ha ironizzato il rottamatore che già durante le primarie aveva polemizzato aspramente (ricambiato con eguale veemenza) con l'ex-segretario della Cisl. Contro la candidatura Marini anche Vendola che riunirà domani i deputati e  senatori SEL per invitarli a votare Rodotà, già candidato ufficiale del Movimento 5 Stelle, e Grillo. Sempre contro Marini, dal cotè di centrodestra, la Lega di Maroni. Eppure il segretario Pd Bersani aveva speso parole di grande considerazione per l'esperienza, la limpidità, la generosità di Franco Marini, una candidatura "in grado di realizzare le maggiori convergenze". Marini - ha detto ancora Bersani per convicere i suoi - è "uno dei costruttori del centrosinistra legato al lavoro ed al sociale". "Dobbiamo eleggere il presidente della Repubblica. E' sempre stato difficile, ma oggi ciò richiede un'assunzione di responsabilità soprattutto da chi ha più numeri. Attenzione al passaggio che abbiamo davanti. La discussione sul presidente della Repubblica è separata dal governo. Siamo in un mare mosso, insieme alla larga coesione serviranno capacità ed esperienza politica. Marini sarà in grado di assicurare convergenza delle forze di centrodestra e centrosinistra, ha un profilo per essere percepito con un tratto sociale e popolare. E' una personalità di esperienza con carattere di reggere le onde e con radici nel mondo del lavoro". Nerlle stesse ore si riunivano anche i grandi elettori Pdl. Berlusconi non ha trovato opposizioni e ha convinto tutti: Marini va bene, benissimo. Ora la prova dell'aula: bisogna vedere se l'ex-presidente del Senato "candidato condiviso" ce la farà domani alla prima votazione a raccogliere il quorum dei due terzi. Se non ce la fa, si ricomincia....

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