Prodi non ce la fa per il fuoco amico di 100 franchi tiratori

. Politica

Romano Prodi non ce l'ha fatta nella quarta votazione per l'elezione del presidente della Repubblica. Sostenuto dal Pd che contava su 496 grandi elettori, l'ex premier e ex-presidente della Commissione Ue, ha raccolto solo 395 consensi, oltre 100 in meno della soglia della maggioranza semplice che era di 504 voti. Nel Pd ci sono stati 100 franchi tiratori. Oltre ogni previsione sono andati Stefano Rodotà, appoggiato dai grillini, che ha ottenuto 214 voti e Anna Maria Cancellieri che ne ha ottenuti 77, più di quelli di cui disponevano i montiani che l'hanno proposta. Le votazioni sono state seguite sia nel Palazzo sia all'esterno di Montecitorio in un clima di grande tensione perchè sembrava che Prodi fosse molto vicino al traguardo. Poi la conta e via via si è delineata un'altra batosta per il candidato proposto dal Pd all'unanimità dopo il flop di Marini. In proporzione, Prodi ha preso anche meno voti di Marini (521 ma al quale serviva però la maggioranza qualificata di due terzi, vale a dire 672). Il centrodestra e la Lega non hanno partecipato al voto per protesta contro il mancato rispetto del patto per avere un presidente della Repubblica 'condiviso'. Ci sono state 15 schede bianche e 4 nulle. 15 voti a D'Alema, 3 a Marini, 2 a Napolitano. Domani mattina la quinta votazione. Prima dello scrutinio, nel Pd si pensava che se lo scarto rispetto ai 504 nella quarta votazione voti fosse stato limitato ad una trentina di voti, di poterlo recuperare aprendo ai montiani. Ora si è tutto complicato e il Pd dovrà decidere se insistere su Prodi o meno.

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