B&B: Bersani piange, Berlusconi ride, tweet ironico

. Politica

Bersani e Berlusconi sono stati immortalati, a Montecitorio, nel momento del raggiungimento del quorum di 504 voti da parte di Napolitano nell'elezione del presidente della Repubblica. Dopo il fallimento delle candidature di Marini e di Prodi e delle due diverse strategie che li accompagnavano (larghe intese la prima e la speranza di un accordo con i grillini la seconda), la rielezione di Giorgio Napolitano e' stata la prima buona notizia per Bersani al termine di una settimana nera. La ferita era pero' ancora aperta dopo le dimissioni da segretario e la spaccatura del Pd in tre tronconi, con differenti visioni politiche ed uno scontro generazionale a fare da volano nell'accelerare la profonda crisi interna. Bersani, visibilmente commosso, con una mano sulla fronte e qualche lacrima, dovuta alla tensione, ha sibillato poche ma significative parole: "Grazie Giorgio". Il primo lungo abbraccio e' stato quello con Epifani, che qualcuno gia' indica come suo possibile successore, perche' potrebbe garantire una mediazione tra le varie componenti. Gli si e' avvicinata anche la "traditrice",  Alessandra Moretti, che e' stata la sua portavoce durante le primarie, ma Bersani e' rimasto freddo. Troppo vivo il ricordo della scheda bianca per Marini da parte della Moretti, che ha destato tanto scalpore. Del resto lo stato d'animo di Bersani non e' dei migliori, si sente traditio e pugnalato ben 101 volte, quanti sono stati i franchi tiratori. Anche Napolitano se ne era accorto quando lo ha rcevuto al Quirinale. Si e' trovato di fronte un uomo distrutto, spossato, svuotato di ogni energia. Situazione che aveva preoccupato anche il fratello Mauro: "Mio fratello ora e' molto solo. Ma c'e' bisogno di lui". Insomma quello che si e' presentato dal capo dello Stato era un Bersani, come non si era mai visto, ferito nel profondo, depresso e bisognoso di sfogarsi. Circondato da gente che riteneva amici e compagni che la mattina gli giuravano una cosa per fare poi l'opposto la sera. Anche Napolitano si e' indignato per come e' stato trattato. Ma domani, come si dice, e' un altro giorno e si vedra'. In politica ancora piu' che nella vita mai dire mai. Dall'altra sponda invece Berlusconi ride soddisfatto e si congratula con i suoi. In effetti in questa ultima fase, e' stato calmo, ha agito come il capo delle colombe, non ha sbagliato una mossa. Le divisioni nel Pd e soprattutto l'emergere chiaramente delle varie linee politiche all'interno del centrosinistra, gli fanno cantare vittoria. La conferma del "vecchio comunista" gli consente di tornare al centro del bdibattito politico, anche se ora non dovra' sbagliare niente, perche' si sta avvicinando il momento piu' delicato, quella della formazione del nuovo governo. Per il leader degli anticomunisti, resuscitato dopo essere stato dato per morto, l'elezione di un "comunista" val bene un sorriso a trenatdue denti. Tra l'altro circola un Tweet ironico: "Speriamo che ora la Bocassini non lo indaghi per starge, accusandolo di avere fatto fuori tra il 94 ed il 2013 tutti i leader posto comunisti di Pds, Ds, Ulivo e Pd. Il resto si vedra' ".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi