Napolitano per governo di "Salvezza nazionale", via la parola "inciucio", il 92' e Rodota'

. Politica

Domani nel giuramento di fronte al Parlamento riunito in seduta comune a Montecitorio, Napolitano fissera' i termine del suo impegno. La "resa" dei partiti, con in prima fila un Pd lacerato, con l'ammissioni delle proprie colpe, con la supplica di un suo ulteriore impegno ha piegato le resistenze di Napolitano. Ma non sono stati solo la disperazione dipinta sul volto di Bersani e quello preoccupato di Berlusconi a convincerlo. E neppure, le numerose telefonate dall'estero (Solo il tlefono da Parigi e' rimasto muto). E' stata la consapevolezza che per il paese non c'era via d'uscita. In quel momento e' scattato qualcosa, una scìntilla, nel cuore del presidente. Gli e' dipiaciuto che Rodota' non si sia ritirito. Per questo ha ritardato qualche ora a dare l'annuncio ufficiale della sua accettazione. I due si stimano ma certo non si amano. Rodota' e' uno puntiglioso, a volte rancoroso ed e' uno che non dimentica. Nel 92, quando Rodota' era candidato del Pds alla presidenza della Camera non ebbe i voti di Craxi (ed ora si trova di fronte il suo clone politico, Silvio Berlusconi). Al suo posto fu eletto Scalfaro, che dopo appena un mese lascio' il posto per salire al Quirinale e libero'' lo scranno piu' alto di Montecitorio, dove con i voti anche di Craxi, fu eletto proprio Napolitano. Ma il capo dello Stato ha messo subito in chiaro le condizioni per il suo bis, serve rispetto dei doveri e coesione per il bene comune, in sintesi: "Tutti guardino, come ho fatto io, alla situazione difficile del paese ai suoi problemi ed al suo ruolo nel mondo".  Napolitano non ha nessuna intenzione di sciogliere subito le Camere ed anzi vuole un forte impegno costituente, a partire dalla legge elettorale: "Io ve lo avevo detto, quante volte vi ho richiamati...". Serve un governo non pecario, ma anzi pienamente politico. Forte, vero "Un governo di salvezza nazionale". Ed il presidente agira' con tutta la determinazione necessaria dopo essere stato richiamato "a forza" in servizio. Non un governo breve, di tipo balneare di democritiana memoria. Ma nemmeno i tanti citati ed abusati: governo di scopo, del presidente, di tregua. Napolitano si e' anche tolto "un sassolone" dalla scarpa, per rivalutare la politica, quella che lui ben conosce da decenni, quella vera e nobile. "Vi sembra - ha spiegato - che abbia senso il lessico mediatico che si e' imposto oggi, che marchia come un insopportabile 'inciucio' qualsiasi accordo, parola della quale mostrate tutti di avere paura?".

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