Possibile l'incarico ad Amato per un governo di "Salvezza nazionale" venerdi'

. Politica

Giorgio Napolitano pensa ad un governo di "salvezza nazionale", un governo politico, forte, che apra anche una fase costituente. Non vuole sentire parlare delle tante etichette di fantasia, tipo governo di tregua, di scopo, balneare, di democristiana memoria. Insomma l'orizzonte non deve essere necessariamente breve, ma ci devono essere alcuni punti prefissati che devono arrivare in porto, cosi' come va subito affrontata la situazione economica, con il  lavoro e l'occupazione al primo posto. Napolitano si e' ritrovato sul tavolo del suo studio quella cartellina blu, che lui aveva preparato per il suo successore, con i suoi appunti sul lavoro svolto dai dieci saggi "tra quell'indifferenza generale", che non gli e' affatto piaciuta. E questo lavoro Napolitono lo ha consegnato ai leader che lo sono andati a "supplicare" di rimanere. Con una raccomandazione: "leggetelo bene". Tra l'altro contiene l'aggiornamento sul vocabolario politico.  Vietato parlare di "inciucio", megliomusare "accordo o covergenza politica". Ma come uno come lui, cosi' attento all'estetica,  testimone o protagonista di scelte decisive come "il compromesso storico" (che tra l'altro aveva evocato come invito alla coesione nel suo ultimo appello ai partiti), le "convergenze parallele",  deve sentire pesantemente denigrare continuamente, anche nel linguaggio, ogni tentativo di mediazione od ancora di piu' di pacificazione?  "Non capisco - e' il suo ragionamento - perche' quello che in Germania viene definito "grande coalizione" in Italia debbe passare per 'governicchio' o inciucio'". Napolitano e' anche convinto che il mandato presidenziale sia troppo lungo, cinque anni sarebbero sufficienti. Ma di questa ed altre riforme ci sara' il tempo per parlarne, se tutto procedera' al meglio. Quello che resta da verificare a partire da martedi', quando cominceranno le consultazioni le reali, sono le intenzioni dei diretti interessati, a partire dal Pd, che sulla linea politica (si' a larghe intese o ricerca di un acordo con i grillini) rimane profondamente diviso. Il presidente vorra' anche accertare le reali intenzione del Cavaliere, se cioe' il suo abbraccio ad un accordo sia reale o solo una tattica per puntare ad elezioni in tempi brevi. Da una parte Berlusconi insiste su un governo politico forte con dentro politici autorevoli, come garanzia, dall'altra il Pd si chiude a guscio come un ostrica e propone formule meno "compromettenti". Napolitano alla fine decidera' autonomamente, dopo avere soppesato e valutato, tutte le posizioni e le loro spiegazioni. Gia' venerdi il capo dello Stato potrebbe chiamare al Quirinale il presidente incaricato. Il nome piu' gettonato rimane quello di Giuliano Amato. Gira ma con forza minore anche quello di Enrico Letta. Il programma dovrebbe partire dal  lavoro dei dieci saggi, con varie integrazioni e soprattutto con l'individuazione di alcuni punti precisi, che dovranno essere quelli caratterizzanti, di quel governo di cui Napolitano si sentira' responsabile e sul quale vigilera' discretamente ma continuamente. Se Amato sara' il presidente ci potrebbero essere due vice a palazzo Chigi, Angelino Alfano ed Enrico Letta. Per Monti, se accettera' potrebbero esserci gli Esteri, dove un altro papabile e' D'Alema. Potrebbe entrare anche qualcuno dei saggi come Quaglarello dell Pdl e Luciano Violante del Pd. La Cancelieri potrebbe essere confermata cosi' come Corrado Passera. La lega schuera quel Giancarlo Giorgetti, molto stimato al Quirinale. 

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Commenti

0 # marco 2013-04-21 16:38
la salvezza nazionale l avete propinata gia un anno fa con monti a questo punto meglio morire del tutto per rinascere da zero
0 # albaug 2013-04-21 18:45
Se venisse nominato Amato, sarebbe evidente che Napolitano intenderebbe venire incontro al suo vecchio partito, il pd, con la conseguenza che affiderebbe la gestione del paese ad una persona, che: 1) ha collezionato un sacco di incarichi in simultanea ed un trattamento economico da super privilegiato; 2) proviene dal retroterra del partito socialista di Craxi; 3) non ha mai nascosto la volontà di seguire, per il popolo, la linea dura del partito vetero comunista;, 4) è stato responsabile del prelievo forzoso fatto a suo tempo e senza preavviso, sul c/c degli italiani.
Se andasse lui al governo, il popolo potrebbe trovarsi, dopo la crisi abbattutasi al tempo di Berlusconi, aggravata dal governo Monti, in una situazione senza via d'uscita.

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