Renzi-giovani turchi, asse per il futuro del Pd, scontro generazionale

. Politica

La "carica dei 101", cosi' sono stati ribattezzati i franchi tiratori che oltre a Marini e Prodi, hanno anche impallinato il loro segretario Bersani, passera' alla storia un po' come "la gioiosa macchina da guerra" di Occhetto che fu sconfitta da Berlusconi nel 94. Cioe' di come la sinistra possa farsi male da sola. La situazione nel Pd e' di estrema difficolta' e rischia di esserlo ancora di piu' quando dovranno decidere chi andra' al Quirinale, visto che oltre al segretario e' dimissionaria tutta la segreteria. Alla fine potrebbe essere lo stesso Bersani, anche se dimissionario a sgarbugliare una vicenda che ben conosce fino nei minimi dettagli. Il problema sara' decidere sulla forma di governo, che ormai veleggia verso le larghe intese e vedere poi la tenuta del Pd nel doppio voto di fiducia alla Camera e soprattutto al Senato, dove i numeri sono piu' stretti. Quello che e' successo a Montecitorio nelle votazioni per il presidente della Rebubblica e' lo specchio delle divisioni interne accentuate da una lotta generazionale. I gruppi sono di fatto tre: uno di sinistra che guarda a Grillo e comunque non vuole nemmeno sentire nominare non solo il nome Berlusconi, ma neppure il Pdl o il termine destra. L'avvenuta secessione di fatto di Vendola che si e' avvicinato a Grillo, potrebbe in futuro anche portare ad unico partito, composto dall'ala sinistra del Pd e da Vendola. Il punto di riferimento, in questa fase, e' Fabrizio Barca. Poi c'e' un grupoo che e' favorevole alle larghe intese o perlomeno ad un dialogo con il Pdl. In questo caso il riferimento e' Matteo Renzi. Infine ci sono i giovani-turchi, che non vanno a sinistra seguendo Vendola, ma che non sono nenache d'acordo sul fare un governo con il Pdl. Pero' questi ultimi due tronconi hanno tra loro un forte collante, quello generazionale. Vogliono fare fuori la vecchia guardia. Non vogliono piu' dipendere da D'Alema, Bersani, Violante, Finocchiaro. Il patto Renzi-giovani turchi, come spesso accade, e' piu' facili a dirsi che a farsi. Il progettompero' si sta delineando: stare insieme nel partito quindi con una destra (i renziani) e la sinistra, una volta epurata quella radicale (i giovani turchi) e giocarsi poi la leadership alle primarie. A Renzi i giovani turchi potrebbero contrapporre Epifani (perche' tra loro non si e' nettamente delineato il leader, anche se ci aspira Matteo Orfini).  Si tratterebbe di una rifondazione del democratici, all'insegna di via i vecchi (quasi tutti, cioe' quelli che fin'ora hanno condizionato ogni mossa). Naturalmente la vecchia guardia non sta a guardare e lo scontro non sara' incruento.  Per alcuni di loro sono le primarie che andrebbero rottamate. Nel partito entra troppa gente non formata politicamente  e troppo sensibile al richiamo del web o ai tweet di varia natura. Insomma a quel vento grillino che sta finendo per contagiare anche molti giovani dirigenti del Pd. Meglio le vecchie correnti, le riunioni, la mediazione, vera arma della buona politica. Quanto prima si svolgera' un Congresso, che potrebbe diventare fondativo. Ma intanto il Pd ha di fronte seri banchi di prova che metteranno a dura prova un partito, che non puo' aspettare mesi per decidersi. Ma come sempre succede in politica, quando le decisioni urgono, le soluzioni anche insperate arrivano rapidamente, magari ritrovando l'unione. Poi per le verifiche e per nuove strade c'e' tempo. L'ex segretario della Cgil, l'unico del Pd a riuscire a parlare con la gente che in questi giorni ha manifestato davanti a Montecitorio e possibile successore di Bersani, non teme di sbilanciarsi: L'unica chance e' il governo con il centrodestra, non ho paura adirlo, dopo tutti gli scioperi che ho organizzato contro Berlusconi, nessuno mi puo' dare del berlusconiano".

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Commenti

0 # mogol_gr 2013-04-22 03:07
Non ci sono i mastelliani?

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