"Nessuna dittatura di Napolitano" ma applicazione art. 92 Costituzione e governo politico

. Politica

Consultazioni rapide, anzi rapidissime, solo domani. Poi mercoledi' subito l'incarico, probabilmente ad Amato per un governo politico con qualche innesto tecnico, in grado di durare almeno fino alle elezioni europee, che si svolgeranno nel giugno del 2014. Sarebbe un tempo sufficiente anche per alcune riforme costituzionali, ad iniziare dalla legge elettorale. Ma se ci sara' l'accordo potrebbero essere anche introdotte novita' importanti come la riduzione dei parlametari e la revisione del bicameralismo. Per non parlare del presidenzialismo, cioe' di un presidente della Repubblica, eletto direttamente dai cittadini, che sta riscuotendo sempre maggiori consensi, dopo le polemiche degli ultimi giorni.  Il capo delo Stato si e' sdegnato sentendo parlare di "inciuci" (anzi ha detto che questa parola va proprio abolita e sostituta con accordo), di "manovre oscure", e addirittura di "golpe". Nulla di tutto questo, ogni passaggio - ha voluto fare sapere - si e' svolto "in assoluta limpidezza" e comunque non esiste e non esistera' mai alcune forma di "dittatura di Napolitano". E' pero' evidente, come pur rimanendo ovviamente nei limiti tracciati dalla Costituzione (che peraltro in alcuni punti e' molto elastica, una vera e propria palestra per i costituzionalisti spesso in dissacordo), Napolitano abbia gia' cambiato il ruolo del presidente. Questo per ragioni oggettive, dovute alla grave situazione economica che e' coincisa con la crisi dei partiti, tanto che questi si sono dovuti rivolgere a lui, "supplicandolo" di rimanere al suo posto. Ora Napolitano decidera' per il bene comune, in accordo con i partiti certo, ma senza accettare veti o condizioni, come tra l'altro gli consente l'articolo 92 della Costituzione. Articolo che se interpretato in modo molto ampio riduce e di molto il ruolo dei partiti, sino ad oggi determinante. "Il presidente della Repubblica - recita l'articolo - nomina il presidente del Consiglio e su proposta di questi i ministri". Certo Napolitano non imporra' niente a nessuno e saranno i partiti a decidere in Parlamento se accordare o meno la fiducia. I problemi maggiori sono nel Pd, dove sono emerse opinioni molto diverese, anche su un governo politico, inevitabilmente di larghe intese. In molti sono contrari e preferirebbero un mix "a non elevato taso politco" per non confondersi con il Pdl e soprattutto con Silvio Berlusconi.

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