Colpo di grazia di D'Alema a Bersani: "Assurdo candidare così Prodi"

. Politica

Massimo D'Alema ha dato il colpo di grazia al suo ex amico Bersani (alla segreteria lo aveva portato lui senza riceverne recentemente alcuna gratitudine, anzi...): "Francamente assurdo candidare cosi' Prodi, un grave errore politico". "Non ho affossato io Romano Prodi - spiega ancora l'ex premier a L7 - e denuncio chi lo dice". D'Alema che lavorava in sintonia con Napolitano ad una candidatura Amato (ben vista anche da Renzi) aveva avvertito Bersani e lo steso Prodi ("lealmente" ha riconosciuto il professore bolognese) suggerendo di fermarsi e votare scheda bianca, invece di arrivare ad una conta, in quel momento, troppo rischiosa. Arturo Parisi, braccio destro di Prodi, era d'accordo, ma lo stesso Prodi, temendo di vedere sfuggire l'attimo propizio, non ha accettato il consiglio. Forse lo riteneva interressato, e mal gliene incolse: una perfetto remake del '98. Le aule parlamentari proprio non portano fortuna al professore. E a chi dice che dietro il naufragio di Prodi ci sia la sua regia, D'Alema ribatte: "Ma e' una vergogna, una vergogna autentica, chi dice questo e' un calunniatore ed io lo denuncero'". Ed aggiunge: "Dietro la sconfitta di Prodi c'e' proprio la regia di chi lo candidato, perche' non si puo' tirare fuori in questo modo la candidatura di Prodi senza una preparazione, senza un'alleanza. Si cercano capri espiatori, per gravi errori politici che sono stati compiuti, in persone che non c'entrano nulla. Io vado a spasso con il cane, non organizzo complotti, non faccio parte di nessun organismo". Intanto il parlamentare Carlo Galli di Bologna ci mette il carico da quindici: "Solo l'80% dei presenti ha alzato la mano in favore della candidatura di Prodi, proposta da Bersani. Una parte e' rimasta ben seduta e si e' ben guardata dal battere le mani. A quel punto era chiaro a tutti  (evidentemente non a Bersani) che Prodi avrebbe avuto dei problemi e io penso che la questione politica sia capirne il perche' e non gridare al tradimento". A non applaudire  sono stati prevalentemente dei dalemiani e degli ex popolari.

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