Terza Repubblica al via: consultazioni lampo, incarico a ore

. Politica

E' cominciata con la prima giornata al Quirinale di GiorgioII una nuova fase della vita politica italiana. Terza Rebubblica? Di fatto stanno cambiando molte cose, c'e' un anelito generale di fare presto, di evitare inutili formalismi, di superare vecchie e sterili divisisioni, di superare un ventennio inconcludente, quello che per dirla con Napolitano ha segnato come "una sorta di orrore" ogni possibile alleanza tra forze diverse. Quindi il Presidente richiamato "a furor di partiti" in servizio attivo, ben conoscendo tutta la pratica, sta facendi solo un giro si consultazioni rapidissimo che si concludera' in giornata. Sa gia' tutto, anche se ad ogni delegazione, sta consegnando una cartellina con i suoi appunti sul lavoro dei 10 saggi. In mattinata ha visto i presidenti delle Camere. Ha gia' visto anche Vendola per Sel e Meloni e La Russa per "Fratelli d'Italia". Il no alle larghe intese era scontato, anche se la Russa ha un po' aperto all'ipotesi di Renzi premier. Ma il clou sara' nel pomeriggio con le delegazioni di quelli che dovrebbero poi votare la fiducia in Parlamento al nuovo governo. Prima la Lega, a seguire i centristi di Monti ed il Pdl. Chiusura con il Pd, che prima dell'incontro terra' una direzione breve ma sicuramente infuocata. In realta' contorni e prospetive dipendono soprattutto dal Pd, dove continuano a scontrarsi anime molto differenti. C'e' chi e' d'accordo con le larghe intese e chi le boccia, senza possibilita' d'appello. Ma questa volta sara' Naplitano a decidere senza guardare in faccia nessuno, tanto meno quello che resta del suo vecchio partito. Perche' il Presidente non vuole dare vita ad un governicchio qualsiasi, ma vuole un governo forte, capace di governare e affrontare quei problemi che ieri ha esposto alla Camera, a partire dall'economia. Ma il governo si dovra' anche fare carico di una fase costituente, che approvi alcune riforme, a partire dalla legge elettorale. Napolitano ha avvertito tutti, di fronte alla "sordita'" dei partiti potrebbe decidere di rimandare tutti a casa.  Insomma i partiti devono capire, mettendo da parte veti incrociati dopo elezioni dove non ha vinto nessuno, e devono superare quello "stallo fatale", dimostrato dalle ultime vicende che tanto care sono costate a Bersani. Altrimenti sara' lui, il Presidente appena rieletto, a trarne" le conseguenze di fronte al paese". Puo' significare che scogliera' le Camere od anche, ben piu' drammaticamente, andarsene subito. Ed allora si' che si aprirebbe uno scenario nero e dalle conseguenze assolutamente imprevedibili, con il saltare di ogni equilibrio sociale.

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