Dalla "Strana maggioranza" alla "Maggioranza di servizio" per la pacificazione

. Politica

La maggioranza e' sempre quella, la stessa che appoggio' il governo Monti ed e' stata subito ribattezzata la "strana maggioranza" (cioe' Pd-Pdl e centristi), ma ora si dovrebbe trasformare con la bacchetta del "mago" Napolitano in una ", maggioranza di servizio", coie' in una maggioranza vera, politica ed in grado di assumersi per intero le proprie responsabilita' di fronte ad un paese in ginocchio, avvilito dalla crisi e dalla "mala-politica". Per questo tra gli obiettivi fondamentali del "governo di servizio" che Letta si appresta a varare c'e' proprio, oltre alle misure urgenti per l'economia, la riforma della politica: legge elettorale, revisione del bicameralismo, riduzione dei parlamentari e abbatimento dei costi. Napolitano vorrebbe coronare la sua seconda esperienza al Quirinale, realizzando un sogno politico, "chiudere un'epoca ventennale di odio con una sorta di pacificazione". Per poi potere permettere in futuro una piu' serena contrapposizione, tra avversari e non nemici giurati e vendicativi. Una sorta di pacificazione nazionale. E Napolitano da vecchio comunista ben si ricorda di quando Togliatti con l'amnistia nei confronti dei fascisti, nell'immediato dopoguerra, contribui' a riportare la democrazia in Italia. Per avviare il paese verso importanti traguardi "la pacificazione" dovra' pero' essere reale e non solo di facciata per coprire sbagli o divisioni interne. Il Pd e' il piu' lacerato: e' uscito male dalle elezioni del presidente della Rebubblica, con la carica dei 101 franchi tiratori e la decapitazione del suo segretario. Ora deve cercare di limitare i danni, prepararsi per un Congresso nei quali dovra' sciogliere molti nodi, dalla guida alla linea politica. Naturalmente dovra' sempre tenere conto di un elettorato che non lo abbandona mai anche nei momenti difficili, ma che ora pretende molto, ma molto di piu'. Il Pdl, che prima delle elezioni temeva di essere spazzato via e che invece si e' ripreso per merito di quel combattente politico che e' il suo leader, Silvio Berlusconi, vuole sottolineare e perfino esaltare la novita' di una grande coalizione, nata per il suo senso di responsabilita'. E questo potrebbe garantirgli un recupera sul versante moderato, dove agiscono anche gli altri alleati i centristi di Monti. Non e' escluso che alle prossime elezioni, magari senza il Cavaliere se non saranno immediate, che Pdl e centristi si presentino insieme. 

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