25 aprile di consultazioni per Letta, Berlusconi alza la posta

. Politica

Un 25 aprile di consultazioni, quello di Enrico Letta, che sarebbe dovuto andare per la festivita' a trovare la madre a Pisa, ed invece si trova nella sala del Cavaliere (ironia della sorte...) a Montecitorio per una giornata di consultazioni con tutti i partiti. L'impressione e' che o ce la fa  subito, con il forte sostegno Napolitano, con la fiducia gia' lunedi' in Parlamento oppure che tutto potrebbe complicarsi se si dovesse troppo addentrare nei meandri del Pdl e soprattutto del suo partito, alle prese con mille dubbi sulle larghe intese. Se nascera' sara' un "governo di salvezza nazionale", politico, con pochi ma detreminanti punti sia in economia che sul tema, altrettanto scottante, delle riforme. Il 'no', che era gia' annunciato, e' arrivato sia da Vendola che da Fratelli d'Italia. Ed anche la Lega ha ribadito la sua opposizione, che pero' sara' costruttiva. E' anche un modo per affidare l'importante e delicato incarico della presidenza del Copasir (il comitato che controlla i servizi e che per consuetudine deve andare all'opposizione) alla Lega, anziche' ad un grillino, che pero' potrebbe avere la presidenza della commissione di Vigilanza sulla Rai (Un altra commissione bicamenrale di controllo). Vendola ha subito polemizzato: "Larghe intese come nel Cln? Ma li' non c'erano i fascisti. Ecco se avessimo dovuto ispirarci a quella esperienza, erano altri gli alleati da cercare visto che il niostro tema e' uscire dal berlusconismo". Insomma Berlusconi come il Duce. Il centro di Monti ha invece dato il disco verde a Letta, pero' invitando alla cautela. "Il paese ha bisogno di un governo di servizio - ha spiegato Cesa - e se tutti non entreranno in questo spirito mitigando certe richieste ogni tentativo e' destinato a fallire". Silvio Berlusconi che si trova negli Usa dal suo amico Busch, alza la posta. Se il Pd schierera' personalita' di primo livello, come si dice in queste ore a partire da D'Alema agli Esteri, anche il Pdl vuole che entrino i suoi big. E qui c'e' la controreazione del Pd, che non vorrebbe un governo con berlusconiani di primo piano. Poi c'e' il programma, che rimane forse il punto piu' delicato con il Cavaliere che continua a chieder l'abolizione dell'Imu sulla prima casa e la realizzione degli altri punti, otto in tutto,del Pdl. "Noi diamo il nostro via libera - ha spiegato - e sosterremo  qualunque governo possa  essere in grado di fare approvare quei disegni di legge che sono cio' di cui l'Italia ha bisogno". 

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