Patto Letta-Renzi per il Pd, il sindaco subito reggente? Se la gioca con Epifani

. Politica

Mentre Letta sta per dare vita al suo "governo di servizio" (non gli piace la parola larghe intese) nel Pd e' in corso un terremoto interno dopo lo tsunami delle elezioni per il presidente della Repubblica con la decapitazione del suo leader Bersani. Bersani che aveva visto vicinissimo l'uscio di palazzo Chigi, ma che si e' visto sbarrare la strada a pochi metri dal traguardo. Il 4 maggio si svolgera' l'assemblea nazionale che dovra' decidere la reggenza del partito e convocare il Congresso. Tra i democratici sono in corso guerre di varia natura, da quella sulla linea politica, alle rivalse personali per alcuni big che sono stati colpiti, tipo Prodi, per finire con la guerra generazionale. Politica tradizionale contro la politica del web, ma non solo. Si parla di una asse Letta-Renzi (due giovani, ma entrambi provenienti dall'area Dc. Ed i vecchi Ds? ). Insomma uno a palazzo Chigi, l'altro al partito. Si sono visti, hanno pranzato insieme e Letta avrebbe detto al rottamatore: "L'unico che puo' tenere il partito in questa fase tumultuosa assicurando un rapporto con l'elettorato piu' vasto, con i cittadini, oltre che con gli iscritti, sei tu, Matteo". Renzi ha apprezzato ma sarebba ancora incerto per paura di bruciarsi. Intanto appoggia il tentativo dell'amico Letta: "Ha tutte le condizioni per potere superare tutte le difficolta' e tutte le insidie. Non sara' facile, ora basta giochini della politica". Poi frena sulla minaccia di espulsioni per chi non vota la fiducia, invitando ad ascoltare comunque prima Letta in Parlamento. E se ne esce descrivendo la fronda interna nel Pd: "C'e' un problemino!". Ed e' proprio per superare il "problemino" e garantire lunga e vittoriosa vita al Pd, che i big del partito si schierano con Renzi, da D'Alema fino a Veltroni. Il succo del ragionamento e' questo: "Ormai sei uscito allo scoperto e devi muoverti. Altrimenti il partito finisce nelle mani di qualcun altro e poi tu che fai? Non e' detto che al Congresso spetti a te". E chi sarebbe questo qualcun altro? E' quello indicato da una larga parte della vecchia guardia, con Bersani in testa: Guglielmo Epifani, ex segretario della Cgil. La spinta maggiore pero', anche per dare un senso di rinnovamento e novita' (anche seguendo i sondaggi) e' per fare subito, il 4 maggio, Renzi reggente con un comitato (con presenti tutte le componenti del partito) che lo appoggi. Poi la parola al Congresso, che pero' in questo caso, non potrebbe che confermare il sindaco come leader del futuro.

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