Sono "larghe intese" ma e' "meglio" chiamarlo "governo di servizio"

. Politica

Larghe intese sono larghe intese, perche' cosi' si definiscono da tempo nel vocabolario politico, delle intese tra partiti di opposto orientamento politico. Non "compromesso storico", troppo impegnativo e poi e' servito per definire un accordo veramente storico nel 1976 tra Berlinguer e Moro, con muro di Berlino in piedi e guerra fredda in pieno svolgimento. Si potrebbe anche chiamare come in Germania "Grande coalizione", ma il termine piace ancora meno di larghe intese, perche' in un certo senso e' piu' impegnativo. E' stato Letta ieri, al termine delle consultazioni, a pregare di cambaire formulazione: "Non chiamiamolo governo di larghe intese, per favore". Ed ha spiegato "Il mio tentativo e' di varare un governo di servizio". Forse Letta pensa che ai suoi compagni del Pd possa suonare meglio la parola "servizio" che "larghe intese". Forse basta non fargli ricordare sempre, mettendoglielo sotto il naso, l'accordo con l'odiato nemico, Silvio Berlusconi. L'importante in certi casi e' sapersi accontentatre. Del resto il vocabolario poltico ultimamente e' al centro di molte dispute. Ed il la' lo ha dato niente meno che Napolitano quando si e'scagliato contro la parola "inciucio". Termine che andrebbe piu' nobilmente sostituito con accordo, intesa, mediazione, che sono poi "il sale della democrazia". Ed a proposito di termini, non poteva lasciarsi sfuggire l'occasione il Cavaliere, che di epiteti di varia natura ne ha collezionato piu' di tutti. Se l'e' semplicemente presa con la definizione "impresentabili". Va cancellata anche questa parola. Si parla tanto di riforma della politica, ora anche del suo vocabolario. Sara' sufficiente cambiare qualche parola?

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