Sparatoria P. Chigi: polemiche sul "clima d'odio", Grillo: solidarietà ai Cc

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Non si era ancora spenta l'eco degli spari davanti palazzo Chigi mentre il governo giurava al Quirinale che è nata una polemica politica sul "clima d'odio" fomentato nel Paese contro il Palazzo, un clima che - sostiene sprattutto il centrodestra - spingerebbe qualche folle ad agire, ed a sparare. Luigi Preti, 49 anni, lo sparatore che ha ferito due carabinieri ed una passante, non era però - secondo quanto ha detto ai giornalisti il fratello - uno squilibrato anche se è arrivato a Roma con l'intenzione di compiere un gesto eclatante. "Ha perso il lavoro e si era separato, nessuna turba mentale" ha riferito il congiunto dell'uomo ricoverato in ospedale dopo l'arresto per le ferite riportate nel corso della colluttazione con le forze dell'ordine (che non hanno sparato). Ma, squilibrato o disoccupato che fosse, l'allarme per la sparatoria è salito fino al massimo livello per la coincidenza temporale con l'evento del giuramento dell'esecutivo Letta, una coincideza che ha alimentato i più preoccupati timori ricordando il 16 marzo del 1978 e il rapimento di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse. Ed ha subito fatto nascere la polemica sul "clima d'odio" contro il Palazzo e le istituzioni che l'antipolitica avrebbe fatto crescere fino ad armare la mano di un presunto folle. "Se ne trova sempre uno quando si alimenta un clima del genere", i folli hanno sempre un padre, hanno detto in sostanza prima il sindaco di Roma Alemanno e poi Gasparri insieme ad altri esponenti del Pdl. Un atto d'accusa contro il montare dell'antipolitica che ha trovato però subito uno stop da parte di Beppe Grillo - anche se non espressamente chiamato in causa - che ha manifestato forte solidarietà ai carabinieri feriti: "Speriamo che sia un episodio isolato e che rimanga tale" ha detto il leader del Movimento 5 Stelle. Gli stessi concetti sono stati espressi da Crimi e Lombardi i due capigruppo M5S in Parlamento. Il presidente del Senato Grasso ha detto che bisogna mantenere la calma, allentare la tensione e ricercare la pace sociale e che la risposta delle istituzioni a gesti del genere deve essere "nei fatti". Il vice-premier e ministro dell'Interno Angelino Alfano ha parlato di "gesto isolato", ha rivelato anche che l'attentatore, "un disoccupato", dopo aver sparato sei colpi di pistola ed aver ferito i due carabinieri voleva suicidarsi ma non c'è riuscito per l'esaurimento del caricatore ed ha affermato che la situazione generale dell'ordine pubblico nel paese "non desta preoccupazioni" anche se "sono stati rafforzati i controlli sugli obiettivi a rischio".

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