Fischi di pallottole sul governo di pacificazione che vuole superare il ventennio

. Politica

Fischi di pallottole sul "governo di servizio", quel governo che con le larghe intese tra Pd e Pdl vuole cancellare l'ultimo ventennio di aspri scontri tra i due maggiori schieramenti, quello di centrodestra e quello di centrosinistra. Ma proprio nel giorno del giuramento dei ministri nelle mani di Napoltano arrivano addirittura le pallottole, esplose davanti a palazzo Chigi da un folle isolato (ma le indagini per capire chi e lo sparatore e se abbia dei collegamenti sono in corso). Certo e' che le parole sprezzanti usate contro la casta ed un'esasperazione generale degli animi possono avere portato un "pazzo" ad armarsi e a sparare per davvero contro le istituzioni. Non e' pensabie che lo sparatore non fosse bene a conoscenza dello svolgimento delle vicende politiche. E' riuscito nell'intento di fare nascere un governo sotto il fischio delle pallottolle. E questo indubbiamente pesera' o rafforzando l'alleanza in un senso di unita' nazionale o finendo per acuire spaccature che gia' si intravedono nelle molte crepe dell'accordo raggunto tra i partiti, che hanno voltuo voltare pagina dopo l'ultimo vetennio caratterizzato da aspre polemiche con quasi sempre al centro, Berlusconi. Ma chi ha vinto e chi ha perso nella formazione del overno Letta? Innanzitutto occorre  tenere presente dell'alto tasso di democristiani presenti nei piani piu' alti del governo. Letta, Alfano, Mauro, Franceschini, D'Alia. A questa nutrita presenza si deve aggiungere la quasi totale scomparsa dei post comunisti che si devono accontentare di Orlando all'Ambiente e di una scelta di secondo piano, Zanonato, ex sindaco di Padova, con la fama da duro, allo Sviluppo. Per compensazione fuori anche i falchi del Cavaliere a partire da Brunetta e dalla Santanche'. Per non parlare di tutti i big lasciati all'angolo a cominciare da D'Alema e Amato (pluricandidato a tutto e regolarmente fatto fuori), per passare a Bersani e Renzi e per proseguire con gli stessi Berluaconi e Monti. L'equilibrio raggiunto sara' sufficiente per fare andare avanti il governo almeno fino alle europpe del giugno 2014? E sara' sufficiente a dare vita ad quella Convenzione per le riforme voluta da Napolitano? Certo il Pd lascia sul terreno diverse vittime: perde un segretario, quasi decapitato dalla furia dei franchi tiratori, due padri nobili come Marini e Prodi ne escono impallinati, l'alleato "privilegiato" Vendola, come lo definiva Bersani, con le valige in mano e sopratutto la grande base disorientata da una perdita di credibilita', con proposte politiche in continuo ondeggiammento tra l'apertura ai grillini e l'accordo con l'odiato Berlusconi. Berlusconi che molti giudicano come vincitore, ma che n realta' deve sopportare molti mal di pancia dall'ala piu' intransigente dei suoi, che gli imputano di avere dato via al "governo del dopo Berlusconi". Perche' ragionano una nuova candidatura del Cavaliere a premier puo' reggere al massimo per sei mesi. Poi si dovra' pensare a qualcos'altro. E poi o il governo fa subito alcune delle cose richieste dal Pdl, come l'abolizione dell'Imu oppure per il Pdl sono dolori. Tanto che Brunetta avverte: "Tutto bene, ma se domani non annunciano l'abolizione dell'Imu io mi dimetto". E poi bisognera' vedere che cosa faranno i 50 dissidenti del Pd al momento del voto di fiducia ed anche come si comportera' la parte degli ex Ds che si ritiene sottovalutata.

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