Letta: "Io, come Davide contro Golia"

. Politica

"Io, come Davide contro Golia". Un riferimento biblico ha chiuso il discorso programmatico con cui Enrico Letta ha chiesto alla Camera la fiducia al suo governo. 45 minuti per illustrare il programma - dall'Imu (stop a quella di giugno) all'ancoraggio all'Europa, dalle riforme che dovranno imboccare la strada giusta entro 18 mesi, ai provvedimenti economici più urgenti, dall'invito alla coesione nazionale ai primi urgenti tagli ai costi della politica, una politica che ha perso ogni credibilità agli occhi delle giovani generazioni - e per sollecitare le forze politiche che si sono impegnate a sostenerlo a "togliersi la corazza" come fece Davide, quella delle contrapposizioni frontali, le risse, i contrasti e a impugnare la "fionda", quella che oggi "hanno in mano il governo e il Parlamento", per scagliare i ciottoli che abbatteranno il gigante Golia. I ciottoli biblici, ha spiegato il premier, sono i punti essenziali del suo programma. Ma per sconfiggere Golia, per superare e vincere l'enorme sfida di risollevare il Paese - ha aggiunto Letta - servono "il coraggio e la fiducia" del giovane Davide. Il coraggio di abbandonare l'armatura, un coraggio che con senso di responsabilità devono avere tutti coloro che fino ad oggi e per vent'anni si sono confrontati aspramente, e la fiducia nelle possibilità di vincere. Non sarà facile riuscire nell'impresa, abbandonare le due trincee e collaborare, ma il premier è difucioso. Letta non ha mancato di richiamare più volte le esortazioni di Napolitano (che comunque vigilerà sugli impegni assunti da Pd e Pdl) e ribadire il necessario ancoraggio dell'Italia all'Europa. Così come in apertura ha ringraziato Bersani. Il presidente del Consiglio infine ha sollecitato l'applauso dei deputati quando ha ricordato l'attentato di ieri e manifestato la massima solidarietà ai carabinieri feriti e a tutte le forze dell'ordine. Un lungo applauso ha accomunato tutta l'assemblea quando ha nominato il brigadiere Giangrande che lotta tra la vita e la morte.

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