La figlia del brigadiere, "Fiera di mio padre, non so se saprò perdonare"

. Politica

"Sono fiera e orgogliosa di mio padre, un uomo che per tutta la vita ha servito le istituzioni. Spero che ciò che è accaduto possa servire, spero in un mondo migliore. Per quanto mi riguarda dovrò rimodulare tutta la mia vita, ho lasciato il lavoro. Non so se saprò e potrò perdonare". Così Martina Giangrande, figlia di Giuseppe, il brigadiere ferito gravemente al collo, e in prognosi riservata a policlinico Umberto I, ieri, davanti palazzo Chigi da Luigi Preiti, ora a Rebibbia in un reparto speciale. La giovane ha ricevuto oggi l'applauso dall'aula della Camera e dal presidente del Consiglio Enrico Letta che si è detto profondamente colpito dalla forza d'animo della figlia del militare ricoverato in condizioni gravissime per importanti lesioni midollari all'altezza delle prime vertebre cervicali. Ora è sedato, intubato e ventilato meccanicamente: rischia la paralisi. L'attentatore, secondo alcune indiscrezioni, oggi sembra essersi reso conto della gravità del suo gesto. Avrebbe pianto alla notizia delle condizioni di salute del carabiniere ferito gravemente dalla sua Beretta 7,65 (ma il muratore calabrese disoccupao ha sparato ad altezza d'uomo e mirando ad una zona del corpo non protetta dal giubbotto antiproiettile) e avrebbe addotto come motivazione del suo tragico, eclatante gesto le difficilissime condizioni economiche che non gli permettevano più di mantenere il figlio undicenne. Da Rosarno l'ex moglie di Preiti continua ad affermare che il marito non è un tipo violento. La sorella dell'uomo in qualche modo lo ha difeso dicendo che in quello che è successo anche la politica ha le sue colpe.

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